MERCATI: STRATEGIA GLOBALE, MOLTO RUMORE PER NULLA
di Fabrizio Quirighetti di DECALIA.
MERCATI – Strategia globale, molto rumore per nulla. In uno scenario in cui la Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi più a lungo del previsto e l’attività ha finalmente rallentato, è stato facile arrivare al punto di svolta per gli investitori: le cattive notizie economiche si sono trasformate in cattive notizie anche per i mercati, risvegliando i timori di hard landing. L’ultimo rapporto sull’occupazione aveva indicato un nuovo aumento del tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, facendo lampeggiare in rosso l’indicatore di recessione della regola di Sahm (quando il tasso medio di disoccupazione a 3 mesi registra un aumento dello 0,5% o superiore rispetto al minimo di 12 mesi); tuttavia, i dati successivi hanno smentito l’ipotesi, suggerendo sia una crescita resiliente, sia un primo taglio dei tassi da parte della Fed a settembre, senza modificare il nostro scenario di soft landing.
IL TAGLIO DEI TASSI
Dato che, come ha detto Jerome Powell a Jackson Hole, “È arrivato il momento di adeguare la politica monetaria”, la più grande incertezza resta in che modo saranno tagliati i tassi: gradualmente, in caso di soft landing (il nostro scenario di base) o molto più rapidamente, in caso di recessione. In questo scenario, la ripresa delle tensioni geopolitiche o qualsiasi altro shock esterno inatteso potrebbero ancora aumentare le pressioni al rialzo sull’inflazione o spingere l’economia in contrazione, provocando un altro episodio di volatilità sul mercato.
LA VOLATILITÀ AZIONARIA
Per quanto riguarda la volatilità azionaria, agosto sarà un mese da dimenticare per i deboli di cuore. Oltre a giustificare l’entità del picco di volatilità, alcuni fattori tecnici (bassa liquidità, liquidazione del carry trade) hanno anche messo fine alla rotazione in uscita dai titoli growth. Soprattutto, queste oscillazioni di mercato hanno in gran parte cancellato il precedente posizionamento eccessivamente ottimistico degli investitori: gli indicatori del sentiment sono passati da ipercomprato a ipervenduto in pochi giorni, prima di tornare a un livello neutrale e a uno scenario più favorevole. Questo vale, in particolare, se si considera che la stagione degli utili si è nuovamente dimostrata solida, con revisioni al rialzo delle stime a sostegno delle aspettative di consenso di una crescita globale del 10%, quest’anno e nel 2025. Per quanto riguarda le valutazioni, non ci sono stati grossi cambiamenti: i multipli elevati degli indici celano una realtà molto più complessa, con segmenti come l’Europa e le small-cap che restano appetibili in termini di valore.
L’OBBLIGAZIONARIO
Sul fronte obbligazionario, la disinflazione in atto e i nuovi timori di recessione hanno ristabilito, almeno per ora, i vantaggi della diversificazione offerti dalla duration dei titoli sovrani. Detto questo, secondo noi il tratto lungo della curva non offre ancora opportunità di valutazione abbastanza interessanti. Non si possono ignorare del tutto l’inflazione persistente nei servizi, i tassi neutrali più alti più a lungo e le preoccupazioni per la sostenibilità del debito sovrano, che richiedono un premio a termine più alto. Per quanto riguarda il credito, gli spread hanno continuato a comportarsi bene, anche durante il picco di volatilità azionaria di inizio agosto, senza discostarsi da livelli storicamente contratti e favorendo gli asset rischiosi in generale. Di conseguenza, non abbiamo apportato modifiche di rilievo all’asset allocation complessiva. Di base, restiamo cautamente ottimisti e continuiamo a privilegiare un approccio all-terrain alla costruzione del portafoglio, oltre a un’allocazione diversificata e ben bilanciata tra asset e settori orientata alle azioni di alta qualità; privilegiamo carry, duration di alta qualità e convessità obbligazionaria, mantenendo una sostanziale allocazione a oro e USD/CHF per diversificare il rischio.
IN SINTESI
In sintesi, ultimamente c’è stato un gran rumore e tanta volatilità, ma il panico tra gli investitori è stato contenuto. Ancora una volta, il rally azionario globale ha resistito piuttosto bene. Nonostante il rallentamento della crescita ampiamente previsto, infatti, i fondamentali macro e micro si sono rivelati resilienti e dovrebbero offrire sostegno nel breve periodo. In particolare, continuiamo a ritenere che la maggiore ampiezza del mercato favorirà un recupero costante in tutti i segmenti del mercato azionario, non solo in quelli trainati dall’IA e dalle mega-cap. Tuttavia, sembra che il resto del 2024 resterà movimentato per gli asset rischiosi, dovendo affrontare continue tensioni geopolitiche, il rallentamento economico, il destino della Cina, le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e la rivoluzione tecnologica dell’IA in atto.














