MILANO – La cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina, prima olimpiade diffusa, ha offerto al mondo uno spettacolo che va ben oltre lo sport. Un vero manifesto di eleganza, stile, creatività e identità culturale. E se c’è un pubblico particolarmente attento a questi dettagli, è proprio quello svizzero, da sempre sensibile all’equilibrio tra rigore, bellezza e precisione organizzativa. Fin dai primi minuti, è stato chiaro che il filo conduttore della serata sarebbe stato l’armonia: un concetto ambizioso, reso ancora più complesso dalla scelta di distribuire l’evento in luoghi differenti. Una sfida tutt’altro che semplice, vinta però grazie a una regia impeccabile, capace di mantenere coerenza narrativa e ritmo, trasformando la frammentazione geografica in un valore aggiunto. Particolarmente apprezzata dagli osservatori elvetici è stata l’apertura affidata agli abiti del compianto Giorgio Armani. Linee pulite, sobrietà e raffinatezza hanno imposto fin da subito un tono alto alla serata, trasformando il protocollo olimpico in un racconto estetico che parla di eccellenza artigianale e identità italiana con grandi nomi del cinema, della canzone e dell’arte italiana e mondiale.
La gioia della squadra svizzera e il racconto del genio italiano
La cerimonia inaugurale di Milano Cortina 2026 non ha rappresentato soltanto un’espressione di eleganza, ma ha restituito anche un’immagine luminosa e gioiosa dell’arrivo della squadra svizzera, che si è presentata con spensieratezza e felicità, tra sorrisi sinceri e forte presenza collettiva.175 atleti e atlete, 84 donne e 91 uomini impegnati in 14 discipline sportive, tra cui sci alpino, sci nordico, snowboard, curling, bob e skeleton, confermando una delle delegazioni più complete e competitive di sempre ai Giochi invernali. La squadra elvetica ha conquistato gli sguardi non solo per i numeri, ma per quel modo autentico e felice di entrare in scena, abbracciando il clima festoso della cerimonia con naturalezza e orgoglio sportivo.
Un racconto di bellezza tra Milano e Cortina
In questo racconto corale di bellezza e movimento tra Milano Cortina e gli altri siti olimpici, ha trovato spazio anche la sorprendente performance di Sabrina Impacciatore, che ha dimostrato ancora una volta la propria straordinaria versatilità, questa volta in veste di ballerina, regalando al pubblico un momento di intensa espressività. A completare il quadro simbolico, l’accensione dei due braceri olimpici. Un emblema di dialogo tra territori e visione condivisa del futuro culmine di una serata che, nonostante la complessità del tema e della messa in scena, è riuscita a celebrare con eleganza il genio e lo stile italiano davanti agli occhi del mondo. Milano Cortina ha dimostrato che un grande evento sportivo può diventare anche un potente racconto culturale. Tra armonia scenica, sorrisi degli atleti, moda, danza e simboli condivisi, l’Italia ha saputo parlare al mondo con il linguaggio universale della bellezza. Dallo sguardo attento della Svizzera emerge un messaggio chiaro: questa cerimonia non ha semplicemente aperto delle Olimpiadi, ma ha aperto una visione, quella di un Paese capace di coniugare creatività, rigore organizzativo ed emozione. Un inizio che promette Giochi all’insegna dello stile, dell’energia positiva e di un dialogo europeo fatto di talento, passione e futuro.












