MONDO – La stabilità della Nato e il principio di difesa collettiva sancito dall’Articolo 5 vacillano sotto i colpi di Donald Trump. Definendo l’alleanza una “tigre di carta”, il leader statunitense ha minato la solidarietà tra i 32 Paesi membri, alimentando dubbi sulla reale volontà di Washington di intervenire a difesa degli alleati. La rabbia per il mancato appoggio europeo nello stretto di Hormuz ha trasformato la Nato in un terreno di scontro politico, dove le minacce di disimpegno finanziario rischiano di svuotare di significato un trattato fondato nel 1949, spingendo le nazioni europee verso un’incertezza strategica senza precedenti.
La crisi della credibilità atlantica e la necessità di un nuovo pilastro europeo
Il panorama attuale, segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dal conflitto ucraino, evidenzia una divergenza di obiettivi inconciliabile. Mentre Trump critica la “viltà” dei partner e propone di dirottare le risorse da Kiev verso il fronte iraniano, l’Europa si interroga sulla fine dell’ombrello protettivo americano. La Nato storica appare ormai ferita a morte dalla visione transazionale di Trump, imponendo ai paesi dell’UE una rivoluzione culturale urgente: costruire una difesa autonoma dove il pilastro europeo diventi prevalente per garantire la sicurezza del continente, indipendentemente dalle decisioni della Casa Bianca.

















