ECONOMIA – L’oro continua la sua corsa inarrestabile, toccando nuovi record storici. Le quotazioni del metallo giallo (prezzo spot) hanno raggiunto questa mattina i 2.869 dollari l’oncia. Gli investitori, sempre più preoccupati per le possibili conseguenze delle politiche protezionistiche di Trump sull’economia globale e sull’inflazione, continuano ad acquistare oro. A pesare sulle decisioni degli investitori anche le crescenti tensioni internazionali.
L’oro come bene rifugio
Il metallo prezioso sta beneficiando del clima di incertezza generato dall’escalation della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Le nuove tariffe imposte da Pechino sulle importazioni statunitensi e le minacce di sanzioni contro diverse aziende, tra cui Google, hanno acuito le tensioni e alimentato i timori di un rallentamento della crescita economica globale. In questo contesto di incertezza, l’oro si conferma il bene rifugio per eccellenza. Gli investitori, spaventati dalle possibili conseguenze negative delle tensioni commerciali e geopolitiche, si rifugiano nel metallo prezioso per proteggere i propri capitali. Gli analisti prevedono che la corsa dell’oro potrebbe continuare anche nelle prossime settimane, in particolare se le tensioni commerciali e geopolitiche dovessero ulteriormente intensificarsi.













