BERNA – ONU: approvata una risoluzione sulla pena di morte proposta dalla Svizzera.
NO ALLA PENA DI MORTE, PROPOSTA DELLA SVIZZERA
Dopo cinque settimane di lavori, venerdì 13 ottobre si è conclusa la sessione del Consiglio dei diritti umani dell’ONU. La Svizzera, insieme altri sette Paesi, ha colto un successo diplomatico ottenendo l’adozione a larga maggioranza di una risoluzione sulla pena di morte. Il risultato è stato netto: la risoluzione sulla pena di morte è stata adottata dal Consiglio dei diritti umani con 28 voti a favore, 11 contrari e 7 astensioni. È un successo convincente per la Svizzera, dopo lunghi e difficili negoziati su un tema divisivo. La risoluzione, presentata insieme a Belgio, Benin, Costa Rica, Francia, Messico, Mongolia e Repubblica di Moldova, verte sulle violazioni dei diritti umani legate all’uso della pena di morte e promuove lo sviluppo di standard internazionali per porvi rimedio.
L’OBIETTIVO
In termini pratici, l’obiettivo è ridurre il campo d’applicazione della pena di morte. Di volta in volta viene affrontato un tema specifico. Quest’anno il testo verteva sul diritto di chiedere la grazia o la commutazione della pena, nonché sul diritto di ricorso. La risoluzione votata contiene quindi disposizioni importanti per rafforzare il rispetto di questi diritti procedurali fondamentali. È anche stato lanciato un appello agli Stati mantenitori affinché pongano fine alla pena di morte obbligatoria, che non lascia alcun margine di manovra ai tribunali. In un contesto caratterizzato da crisi sempre più frequenti e prolungate, il carico di lavoro del Consiglio dei diritti umani è in aumento. Le sessioni diventano più lunghe e più intense. È un segnale, da un lato, che la ricerca di soluzioni e il dialogo stanno diventando sempre più difficili.

















