EUROPA – Il Consiglio dei Ministri dell’UE ha siglato un accordo politico strategico sulle possibilità di pesca per il 2026, estendendo le linee guida per alcuni stock specifici anche al biennio 2027-2028. Dopo negoziati intensi, sono stati definiti i Totali Ammissibili di Cattura (TAC) e i limiti allo sforzo di pesca, parametro che regola la potenza dei motori e i giorni di attività in mare. Secondo Jacob Jensen, Ministro danese per la Pesca, il compromesso garantisce stabilità al settore: l’obiettivo è bilanciare i pareri scientifici sulla protezione della biodiversità marina con la necessità di assicurare la sostenibilità economica delle flotte europee nelle acque dell’Atlantico, del Mediterraneo e del Mar Nero.
Pesca: gestione degli stock e cooperazione post-Brexit
L’intesa copre sia le risorse gestite in autonomia dall’UE, sia quelle condivise con paesi terzi tramite le Organizzazioni Regionali di Gestione della Pesca (ORGP). Un punto cruciale riguarda gli stock ittici gestiti congiuntamente con il Regno Unito, oggi considerati risorse internazionali. I colloqui annuali previsti dall’accordo di cooperazione UE-UK si sono conclusi positivamente, permettendo di integrare i limiti di cattura concordati direttamente nel regolamento principale. Questa sinergia internazionale è fondamentale per prevenire il sovrasfruttamento e garantire che le acque europee ed extra-UE rimangano produttive nel lungo periodo, offrendo certezze operative ai pescatori per le prossime stagioni.




