LUGANO – La Cina ha approvato una nuova legge sulle minoranze etniche che introduce la priorità all’uso del mandarino nei sistemi educativi e nei servizi pubblici. Secondo le autorità cinesi, la norma mira a garantire coerenza amministrativa e scolastica su tutto il territorio. Osservatori indipendenti e studiosi delle politiche etniche avvertono però che la misura potrebbe ridurre la tutela delle lingue locali e alimentare il timore che la difesa delle identità culturali venga interpretata come atto di separatismo, con possibili conseguenze legali.













