L’EDITORIALE – Le fondazioni filantropiche sono enti non profit che gestiscono capitali destinati a progetti sociali, sanitari o educativi, operando con regole fiscali e di governance molto rigide. Funzionano come “motori finanziari”: investono il patrimonio, generano rendimenti e li reinvestono in programmi di impatto pubblico. Bill Gates utilizza questo modello perché consente di finanziare iniziative su larga scala con continuità, indipendentemente dai cicli economici. Le fondazioni permettono inoltre di collaborare con governi, università e ONG mantenendo una struttura decisionale autonoma. Con i trasferimenti a Melinda French Gates, la strategia si è sdoppiata: due poli filantropici distinti ma complementari, entrambi focalizzati su salute globale, empowerment femminile e riduzione delle disuguaglianze.
Deducibilità fiscale negli States
Negli Stati Uniti, le fondazioni private come quelle utilizzate da Bill Gates rientrano nella categoria delle Private Foundations, che godono di un regime fiscale specifico. Le donazioni effettuate da individui verso queste fondazioni sono deducibili fino al 30% del reddito imponibile annuo, mentre per le società il limite è generalmente del 10% del reddito imponibile. Inoltre, i patrimoni conferiti alla fondazione non sono soggetti a imposta sui rendimenti, purché l’ente distribuisca ogni anno almeno il 5% del proprio patrimonio in attività filantropiche qualificate. Questo meccanismo consente di amplificare l’impatto delle risorse nel tempo, mantenendo al contempo un elevato livello di trasparenza e controllo pubblico. Per Gates e altri imprenditori, la combinazione di deducibilità, crescita del capitale e obblighi di erogazione minima rende le fondazioni uno strumento economicamente efficiente per sostenere iniziative globali su salute, istruzione e uguaglianza di genere. Il modello si utilizza anche nel vecchio continente in percentuali simili.












