MONDO – Nel 2026, l’area Asia-Pacifico si confermerà il principale motore della crescita mondiale, nonostante un lieve rallentamento del PIL stimato tra il 3,1% e il 3,2%. Questo dinamismo è alimentato da massicci investimenti nei settori tecnologici di frontiera, come l’intelligenza artificiale, e da un potenziamento delle infrastrutture regionali. Mentre la Cina affronta una fase delicata caratterizzata da rischi di debito-deflazione e una domanda interna debole, l’India e i paesi dell’ASEAN emergono come i nuovi pilastri della stabilità economica, beneficiando di una crescente integrazione delle catene di approvvigionamento interne che riduce la dipendenza dai mercati occidentali.
Asia 2026
Tuttavia, il sentiero verso lo sviluppo non è privo di ostacoli. Oltre alle fragilità del mercato immobiliare cinese, l’economia asiatica dovrà navigare tra le incertezze del protezionismo internazionale e l’impatto dei dazi commerciali, specialmente nei rapporti con gli Stati Uniti. Parallelamente, la transizione verso politiche di decarbonizzazione impone una pressione strutturale sui mercati emergenti, che puntano sulla diversificazione e su una manodopera sempre più qualificata per mantenere alta la competitività . In questo scenario, la capacità di bilanciare innovazione tecnologica e sostenibilità climatica sarà il fattore determinante per la resilienza del blocco asiatico nel lungo periodo.














