FOCUS – Il panorama finanziario per il 2026 delinea un’Eurozona in fase di consolidamento, con una crescita del PIL stimata tra l’1,2% e l’1,6%. Questo moderato ottimismo è sostenuto da un netto rallentamento dell’inflazione, prevista intorno all’1,8%, grazie alla stabilizzazione dei costi energetici. In questo contesto, l’Italia manterrà un passo costante, seppur più contenuto rispetto alla media europea. La BCE giocherà un ruolo cruciale: dopo una fase di attesa, Francoforte potrebbe adottare una postura più restrittiva tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, contrastando la politica della Fed, orientata invece verso un taglio dei tassi d’interesse.
Rafforzamento dell’Euro: target e driver del mercato valutario
Sul fronte dei mercati valutari, le proiezioni per il cambio Euro/Dollaro puntano verso l’alto, con molti analisti che fissano target ambiziosi tra 1,20 e 1,25. Questo apprezzamento della moneta unica sarà guidato principalmente dalla debolezza strutturale del biglietto verde e dalla ripresa della locomotiva tedesca. Tuttavia, il percorso non è privo di ostacoli: le persistenti tensioni geopolitiche rappresentano la principale incognita che potrebbe innescare volatilità improvvisa. Nonostante i rischi, il differenziale tra le politiche monetarie di USA ed Europa sembra destinato a favorire la divisa europea per tutto il corso dell’anno.














