Nato islamica? L’ingresso di Ankara riapre il dossier: Turchia nel patto Pakistan–Arabia Saudita

LUGANO - La richiesta della Turchia di entrare nell’alleanza militare tra Pakistan e Arabia Saudita ha riacceso i radar geopolitici: ĆØ la nascita della...
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giovedƬ 22 Gennaio 2026
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Trump punta alla Groenlandia, ma a Davos lo attende freddezza diplomatica

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Proteste in Iran: crisi economica e repressione nel post-Amini

FOCUS – L’Iran ĆØ nuovamente travolto da un’ondata di imponenti proteste anti-governative, esplose il 28 dicembre scorso tra i commercianti del Grande Bazar di Teheran e diffuse rapidamente in oltre 220 localitĆ . A incendiare la piazza ĆØ un mix esplosivo di carovita e repressione politica: con un’inflazione che supera il 40% e il crollo verticale del riyāl, beni di prima necessitĆ  come pane e latte sono diventati inaccessibili per gran parte della popolazione. Sebbene le radici del malcontento affondino nel drammatico deterioramento economico causato dalle sanzioni internazionali e dalla corruzione, il grido dei manifestanti richiama lo spirito della rivolta “Donna, Vita, LibertĆ ” del 2022. Nonostante il presidente Pezeshkian abbia ufficialmente ordinato alle forze dell’ordine di non attaccare i civili, il bilancio attuale ĆØ tragico: si contano almeno 45 vittime, tra cui 8 minori, oltre 2.200 arresti e il sistematico oscuramento di internet e delle linee telefoniche per impedire il coordinamento delle rivolte.

Iran, i tanti volti della crisi

La crisi attuale sta assumendo i tratti di una sfida sistemica senza precedenti alla Repubblica Islamica, coinvolgendo settori strategici come i poli energetici di Pars e gli snodi commerciali di Bandar Abbas. A differenza del passato, la mobilitazione vede una convergenza inedita tra la classe lavoratrice, i partiti curdi e i movimenti studenteschi, con episodi di resistenza diretta che hanno portato alla temporanea perdita di controllo di alcune aree urbane da parte delle autoritĆ . Sullo sfondo pesano le fortissime tensioni geopolitiche con gli Stati Uniti e il rischio di un’escalation militare con Israele, fattori che aggravano l’isolamento di Teheran. Con oltre i due terzi della popolazione sotto la soglia di povertĆ  e razionamenti elettrici diffusi, la protesta non accenna a placarsi, alimentata da un sondaggio che vede l’81% degli iraniani desiderare un cambiamento radicale di regime a quasi cinquant’anni dalla Rivoluzione del 1979.

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