SVIZZERA – Il Consiglio federale svizzero è stato aggiornato sull’avanzamento dei lavori per la “Maggiore protezione dei beni culturali in Svizzera,” adottato nel dicembre 2023. Tale iniziativa, promossa dalla consigliera nazionale Maja Riniker, mira a definire un nuovo concetto strategico per l’evacuazione e la messa in sicurezza dei beni culturali a livello federale, cantonale e comunale, specialmente in scenari di crisi estesa. Nonostante l’attuale assetto normativo, disciplinato dalla Legge sulla protezione dei beni culturali, sia ritenuto solido, gli eventi recenti a livello mondiale, come i conflitti armati in cui il patrimonio è deliberatamente attaccato, e l’incremento dell’intensità delle catastrofi naturali (inondazioni, frane) e di altre emergenze come la pandemia di COVID-19, impongono una rivisitazione. Questi mutamenti nel contesto geopolitico e climatico evidenziano la necessità di tenere in considerazione nuovi scenari di rischio per preservare l’identità culturale elvetica.
Lo sviluppo della sicurezza
Il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) è incaricato di condurre una verifica approfondita dell’attuale concetto di protezione. Le analisi si concentreranno in particolare sulle possibilità di evacuare beni culturali mobili su distanze maggiori verso depositi protetti a livello nazionale e sullo sviluppo di un piano per l’impiego e l’utilizzo dei rifugi per beni culturali. Parallelamente, si procederà a una valutazione sistematica anche del patrimonio immobiliare. Questo approccio esaustivo comporterà la necessità di definire con maggiore chiarezza i compiti e le competenze specifiche della Confederazione e dei Cantoni in queste situazioni d’emergenza. Il rapporto conclusivo sull’attuazione del postulato, che illustrerà lo sviluppo di questo concetto rafforzato, sarà presentato dal DDPS prima della fine di ottobre 2027, segnando un passo cruciale per la salvaguardia del patrimonio svizzero in contesti di crisi.




