di ANGELO SABBADIN – Collio Revolution è un racconto che esplora l’anima autentica di un territorio di confine: il Collio Goriziano, lembo di terra a forma di semicerchio tra i fiumi Isonzo e Judrio, dove i vigneti disegnano le colline più assolate e il bosco completa un ecosistema quasi perfetto. Qui la vita scorre lenta, seguendo il ritmo delle stagioni e del lavoro in vigna, in un territorio che nei secoli è stato crocevia di popoli e culture.È una comunità fatta di persone schiette, di poche parole, a volte dure come la bora che soffia d’inverno, ma dal cuore grande. Il Collio è stato la culla di alcuni vini che hanno dimostrato la straordinaria capacità dei grandi bianchi italiani di esprimere potenza, complessità e longevità.
Il cambio generazionale che sta trasformando il Collio
Negli ultimi anni qui è avvenuto un cambio generazionale che non ha eguali in altre zone vitivinicole. Più di venti giovani produttori hanno preso il timone delle aziende di famiglia portando nuove idee, esperienze maturate all’estero e una visione futura molto chiara: interpretare e reinterpretare il grande bianco italiano. Il protagonista di questo viaggio è il Friulano, vitigno simbolo dell’enologia friulana. Tutto parte da quel vino dall’etichetta gialla che ha fatto innamorare tanti appassionati del Friuli: il Tocai di Schiopetto.
Mario Schiopetto e la rivoluzione del 1965
Era il 1965 quando Mario Schiopetto, dopo esperienze in Mosella e Alsazia, tornò a Capriva del Friuli e rivoluzionò la produzione locale imbottigliando il Tocai Friulano in purezza con tecniche innovative per l’epoca. Introdusse la refrigerazione durante la fermentazione e la pressatura soffice, ponendo le basi per un modello di precisione, pulizia e longevità che avrebbe segnato la storia dell’enologia italiana.I giovani produttori di oggi raccolgono quella eredità con la stessa ambizione, convinti che il territorio sia la vera chiave di tutto.
La Ponka e l’anima minerale del Collio
Il territorio del Collio è unico. Da queste colline, nelle giornate limpide, lo sguardo arriva fino al mare e i venti che scendono da nord asciugano le vigne. Qui la Ponka, il suolo di marne e arenarie tipico della zona, diventa matrice fondamentale dei vini, capace di dare carattere, energia e una mineralità riconoscibile. Passeggiando tra i filari nei giorni della vendemmia si comprende quanto il territorio sia protagonista. In un vigneto centenario di Friulano a Brazzano, piantato nel 1921, i grappoli dorati e perfettamente maturi raccontano già il carattere dell’annata. Il suolo di Ponka, scaldato dal sole dopo la pioggia del mattino, sprigiona profumi di pietra focaia e salinità che si ritrovano poi nel vino.
Il nuovo corso del Consorzio Collio
Il cambio generazionale si riflette anche nel Consorzio Collio. In primavera 2025 è stato eletto presidente Luca Raccaro, vignaiolo di Cormòns di soli 36 anni, il più giovane nella storia della denominazione. Secondo Raccaro il passaggio generazionale è ormai compiuto e la nuova squadra deve affrontare sfide completamente diverse rispetto al passato, in un momento in cui il mondo del vino sta cambiando e i giovani consumatori sembrano allontanarsi da questo prodotto. Per questo il Consorzio sta lavorando per avvicinare le nuove generazioni attraverso eventi informali e un linguaggio più semplice, riportando il vino alla sua dimensione naturale: una bevanda conviviale, presente sulle tavole per piacere e cultura.
Collio evolution
A fine ottobre 2025 si è svolto Collio Evolution, il primo grande evento dedicato alla DOC Collio: un’occasione imperdibile, un momento esclusivo per incontrare i produttori, degustare e partecipare a momenti di networking, storytelling e confronto. Appuntamento che si ripeterà anche nel 2026 e avrà come protagonista il Pinot Grigio.














