SVIZZERA – Il Consiglio federale ha confermato l’estensione dell’Ordinanza sul Contratto Normale di Lavoro (CNL) per il personale domestico per ulteriori tre anni, con entrata in vigore fissata al 1° gennaio 2026. Questa decisione, presa su richiesta della Commissione tripartita federale (CT federale), mira a contrastare la violazione ripetuta dei salari minimi nel settore, evidenziata dai controlli del biennio 2023-2024 che hanno riscontrato irregolarità nel sei per cento dei datori di lavoro ispezionati. Il mancato rinnovo del CNL, infatti, avrebbe potuto aumentare la pressione sui salari e il rischio di abusi, specialmente a causa della forte domanda di personale assistenziale straniero nelle economie domestiche private. Il ricorso a questo strumento statale, previsto dalle misure collaterali alla libera circolazione delle persone, è giustificato dalla necessità di intervenire dove le parti sociali non riescono autonomamente a garantire condizioni salariali usuali, senza pregiudicare gli interessi generali del mercato.
Ordinanza di tre anni che adegua i compensi all’inflazione
Insieme alla proroga, il Consiglio federale ha approvato anche un aumento del due per cento dei salari minimi per il personale domestico, a partire dalla stessa data. Questo adeguamento è finalizzato a tenere conto dell’evoluzione dei salari nominali registrata nel periodo 2022-2024, considerando anche l’adeguamento anticipato già concesso nel 2023. L’iniziativa di prorogare il CNL e di incrementare i compensi ha ricevuto un ampio consenso durante la procedura di consultazione, riscontrando il favore della maggior parte dei Cantoni e delle associazioni di categoria. La misura rafforza la tutela del personale domestico e si inserisce in un quadro normativo che utilizza lo strumento del salario minimo come estrema ratio per garantire equità salariale in settori dove si riscontrano abusi sistematici.




