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Samir Mane, il miliardario albanese con la laurea in Geologia

ALBANIA L’ascesa di Samir Mane alla ribalta internazionale trascende la mera statistica di essere il primo cittadino albanese a varcare la soglia della classifica annuale dei miliardari, con una fortuna stimata in 1,5 miliardi di dollari. La sua vicenda umana e professionale si intreccia indissolubilmente con la narrazione di un’Albania in rapida evoluzione, reduce da una complessa transizione politica ed economica. Il riconoscimento tributatogli dalla prestigiosa rivista Time nel 2024, che lo ha annoverato tra le personalità più influenti del pianeta, sottolinea ulteriormente la portata del suo impatto, considerando il suo passato di uomo costretto a lasciare il proprio paese. Nato il 24 dicembre 1967 a Coriza, Samir Mane è l’imprenditore visionario che ha fondato e presiede il Balfin Group, un conglomerato di investimenti con una solida presenza nei Balcani occidentali. Questo gruppo dinamico comprende oltre cinquanta aziende attive in undici nazioni tra Europa e Stati Uniti, testimoniando la sua capacità di espansione e diversificazione.

Samir Mane, il miliardario albanese

Nel marzo del 2025 è al 2271° posto con un patrimonio netto di 1,5 miliardi di dollari. La sua storia affonda le radici nell’Albania meridionale, a Korça, dove nacque nel 1967. Durante gli anni di studio presso la Facoltà di Geologia e Scienze Minerarie dell’Università di Tirana, in concomitanza con il declino del sistema comunista nel 1991, Mane intraprese i suoi primi passi nel mondo degli affari. In un’intervista rilasciata a Top Albania Radio, egli stesso ha rievocato la sua pionieristica attività commerciale del 1987, quando, insieme a due amici, aprì un piccolo negozio di polpette. Il 1991 segnò una svolta nella sua vita, con il trasferimento in Austria. Come confidato al Financial Times, la sua breve frequentazione della facoltà di geologia fu motivata in parte dal desiderio di acquisire familiarità con la lingua tedesca. Nella capitale austriaca, Mane lavorò come traduttore e, parallelamente, gettò le basi per la sua futura rete commerciale, vivendo per un periodo nel centro di accoglienza per rifugiati di Traiskirchen, una comunità di circa diciottomila abitanti nella Bassa Austria.

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