SVIZZERA – In Svizzera, la sicurezza delle seggiovie e degli impianti a fune è regolata da un sistema di vigilanza rigoroso che vede l’Ufficio federale dei trasporti (UFT) come autorità suprema per il rilascio delle concessioni. Al suo fianco opera il CITS (Organo di controllo tecnico funivie), ente intercantonale che si occupa delle verifiche tecniche sul campo, mentre la Suva garantisce il rispetto delle norme di sicurezza per il personale. Nonostante questo fitto reticolato di controlli, che include anche enti privati specializzati come SES Controlli, il rischio zero rimane un obiettivo complesso. Il quadro normativo svizzero è tra i più severi al mondo, focalizzato sul monitoraggio costante delle funi e delle strutture meccaniche per prevenire cedimenti strutturali e garantire l’incolumità dei migliaia di turisti che ogni anno affollano le vette elvetiche.
Sicurezza: il sistema di vigilanza tra l’UFT e i recenti fatti del Titlis
Tuttavia, la cronaca recente ha scosso profondamente il settore: nel comprensorio del Titlis, a Engelberg, una cabina della funivia “Titlis Xpress” si è staccata precipitando al suolo. L’incidente sulla tratta Engelberg-Stand ha causato una vittima, l’unica persona presente nel vano al momento del distacco. Le autorità hanno immediatamente avviato le procedure di evacuazione, portando in salvo tra le 100 e le 200 persone bloccate nelle altre cabine. Mentre la polizia del Canton Obvaldo indaga sulle cause del ribaltamento lungo il pendio, l’evento riaccende il dibattito sull’efficacia dei protocolli di manutenzione. Gli enti di controllo, guidati dall’UFT, sono ora chiamati a un’analisi tecnica senza precedenti per comprendere come un sistema così sorvegliato possa aver subito un guasto tanto fatale e imprevedibile.














