EUROPA – Volkswagen ha annunciato la sospensione temporanea della produzione di auto elettriche in due dei suoi stabilimenti tedeschi, Zwickau e Dresda, a partire dal 6 ottobre, in concomitanza con le vacanze autunnali. La decisione, confermata da un portavoce del gruppo, è motivata da una domanda di veicoli elettrici inferiore alle attese in un mercato che la società definisce in una fase di “grande incertezza“. Questa mossa riflette la necessità di “adattare il programma di produzione alla situazione del mercato”, influenzata da fattori come i costi ancora alti delle vetture a batteria, la limitata diffusione delle infrastrutture di ricarica e un dibattito interno sul futuro dei motori a combustione che spinge i consumatori a rimandare l’acquisto. Lo stabilimento di Zwickau, interamente convertito all’elettrico e simbolo della svolta “green” di VW, assembla modelli cruciali come Audi Q4 e-tron e Volkswagen ID.3 e ID.5. Anche il sito di Emden, dove si producono ID.4 e ID.7, ha già visto una riduzione degli orari di lavoro, con indiscrezioni su possibili ulteriori stop. Queste difficoltà sollevano interrogativi sulla scommessa sull’elettrico del colosso di Wolfsburg e sulla capacità dell’Unione Europea di accelerare la transizione.
La crisi sistemica dell’Automotive europeo: da Stellantis a Bosch
La frenata di Volkswagen non è un caso isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di crisi per l’intero settore dell’auto elettrica europea. Pochi giorni fa, anche Stellantis aveva annunciato lo stop temporaneo della produzione in diversi suoi stabilimenti nel Vecchio Continente, citando il calo della domanda e l’incertezza del mercato. A rendere più grave il contesto, c’è l’annuncio di Bosch sul taglio di 13.000 posti di lavoro in Germania, anch’esso legato alla debolezza della domanda, e i tagli di Ford nello stabilimento di Colonia, specializzato in modelli elettrici. I dati dell’Associazione europea dei costruttori automobilistici confermano il rallentamento: le vetture elettriche rappresentano ancora solo il 16% delle nuove immatricolazioni nell’Unione, superate dalle ibride che toccano il 37%. Oltre ai costi e ai dubbi sull’autonomia, la scarsa diffusione delle infrastrutture di ricarica in gran parte del continente è il fattore che più pesantemente frena la transizione. La riorganizzazione e i tagli in stabilimenti strategici come Zwickau, che era stato il fiore all’occhiello della riconversione di VW, evidenziano un rischio di crisi sistemica che potrebbe ridimensionare le ambizioni di elettrificazione del decennio a venire.




