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Stati Uniti: Stop alla produzione di “Penny” dal 12 novembre

MIAMI, Stati Uniti – Dopo oltre 230 anni di storia, gli Stati Uniti hanno ufficialmente interrotto la produzione del penny, la celebre moneta da un centesimo di dollaro. La decisione, annunciata e confermata dalla Zecca di Filadelfia, è entrata in vigore mercoledì 12 novembre 2025, segnando la fine di un’era per la numismatica americana.

Perché il penny non conviene più

La motivazione principale dietro lo stop è economica: produrre un singolo penny costa oggi quasi quattro centesimi, generando una perdita netta per ogni moneta coniata. Secondo il Tesoro statunitense, il mantenimento della produzione avrebbe comportato una spesa annua di circa 56 milioni di dollari per i contribuenti.

Il tesoriere Brandon Beach ha dichiarato: “Dio benedica gli Stati Uniti: faremo risparmiare milioni ai cittadini”, poco prima di premere il pulsante che ha coniato l’ultimo penny alla Zecca di Filadelfia.

Un simbolo storico che va in pensione

Introdotto nel 1793, il penny ha accompagnato generazioni di americani. Originariamente raffigurava la Statua della Libertà, ma dal 1909 è diventato celebre per il profilo di Abraham Lincoln. La sua composizione è cambiata nel tempo: dal rame puro si è passati a una lega di 97,5% zinco e 2,5% rame.

Nonostante la fine della produzione, i penny resteranno in circolazione per il momento. Tuttavia, molte catene commerciali e negozi hanno già iniziato ad arrotondare i prezzi, anticipando un futuro senza spiccioli.

Impatti sul commercio e sui consumatori

La fine del penny ha già avuto ripercussioni sul commercio al dettaglio. Alcuni rivenditori, come stazioni di servizio e fast food, stanno modificando i sistemi di pagamento per adattarsi all’assenza della moneta da un centesimo. Secondo alcune stime, l’arrotondamento potrebbe comportare un costo aggiuntivo di circa 6 milioni di dollari per i consumatori americani.

Una scelta politica

La decisione è stata presa dall’amministrazione del presidente Donald Trump già nel febbraio 2025, ritenendo il penny irrilevante e troppo oneroso per l’economia moderna. Con l’ultimo conio, si chiude un capitolo della storia monetaria americana, ma si apre una nuova fase più efficiente e sostenibile.

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