MONDO – Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, gli Stati Uniti hanno impresso una svolta radicale alla politica nell’emisfero occidentale. La nuova strategia mira a ricostruire un’egemonia nordamericana integrando sicurezza, lotta al narcotraffico e contenimento delle influenze di Cina, Russia e Iran. Cardine di questa architettura è l’accordo “Scudo delle Americhe” siglato a marzo 2026 con 17 Paesi alleati. Questa dottrina ha già portato alla cattura del presidente Maduro in Venezuela e all’avvio dell’operazione “Sterminio Totale”, che prevede interventi cinetici letali contro i cartelli, segnando il passaggio da semplici politiche antidroga a una proiezione militare coordinata dal Pentagono su scala continentale.
Washington ridefinisce l’ordine regionale tra sicurezza e interventismo militare
L’inchiesta di The Intercept ha svelato come tali operazioni, giustificate dal contrasto al crimine, nascondano una logica di controllo delle infrastrutture e delle risorse strategiche come litio e uranio. Un esempio critico è lo scontro diplomatico tra Ecuador e Colombia: Bogotà accusa Quito di aver violato la sovranità nazionale durante un’incursione armata sostenuta dagli USA. Questo crescente interventismo rischia di destabilizzare l’America Latina, alimentando tensioni tra Stati e una pericolosa polarizzazione con la Cina. Il modello Humire trasforma l’intera regione in un fronte avanzato, dove la difesa degli interessi di Washington prevale sull’autonomia politica dei singoli attori locali.

















