SVIZZERA – L’incidenza dei tumori in età giovanile è in allarmante crescita a livello globale, interessando la fascia di età compresa tra i 14 e i 49 anni. Sebbene il cancro sia storicamente legato all’avanzare dell’età (il 90% dei casi in Svizzera si verifica dopo i 50 anni), i dati recenti indicano un trend opposto per i cosiddetti tumori a esordio precoce. Tra il 1990 e il 2019, le diagnosi globali in questa fascia d’età sono aumentate del 79%, un fenomeno che i ricercatori prevedono crescerà ulteriormente del 30% entro il 2030. In Paesi come la Svizzera, mentre l’incidenza complessiva negli under 50 è rimasta relativamente stabile, si registra un aumento specifico per forme come il carcinoma colorettale, il cancro alla tiroide e al seno. Questo incremento pone nuove, urgenti domande sulle cause ambientali e genetiche che accelerano l’insorgenza della malattia in soggetti giovani.
Impatto del cancro giovanile
La diagnosi oncologica in giovani adulti (spesso nel pieno della carriera e della costruzione di una famiglia) provoca un “arresto improvviso della traiettoria di vita,” come evidenziato dagli esperti. I pazienti oncologici sotto i 50 anni affrontano sfide uniche che i sistemi sanitari faticano ad indirizzare adeguatamente. Queste includono la necessità critica di preservazione della fertilità (come il congelamento di ovuli o spermatozoi), la gestione degli effetti collaterali che impattano profondamente sull’immagine corporea e le difficoltà nell’accesso a servizi finanziari e assicurativi. I tumori nei pazienti più giovani si presentano spesso in forme più aggressive, richiedendo un supporto non solo fisico, ma anche psicologico e sociale intensivo. È fondamentale che i servizi di supporto (come la consulenza oncologica) si adeguino a questo bacino di utenza in crescita, offrendo risposte mirate e interdisciplinari per affrontare lo shock esistenziale e il divario con i coetanei.













