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Svizzeri in Medio Oriente: i numeri di una crisi che scotta

SVIZZERA – L’escalation militare in Medio Oriente, segnata dai recenti attacchi di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, ha spinto il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) a monitorare con estrema attenzione la sicurezza dei cittadini svizzeri nell’area. La situazione più delicata riguarda Israele, dove risultano registrati circa 25.000 connazionali, la maggior parte dei quali con doppia cittadinanza; a questi si aggiungono circa 70 viaggiatori temporanei iscritti sulla piattaforma TravelAdmin. In Iran, la comunità elvetica è decisamente più contenuta, con 180 residenti ufficiali e meno di dieci turisti segnalati. Nonostante la riduzione preventiva del personale diplomatico a Teheran, passato da 14 a 10 unità, le ambasciate svizzere restano operative e gli ambasciatori sono tuttora sul posto per gestire i canali di comunicazione e i mandati di potenza protettrice. Il DFAE ha espresso “profonda preoccupazione“, ribadendo l’urgenza di rispettare il diritto internazionale e invitando alla massima moderazione per proteggere le infrastrutture civili, sottolineando come il canale diplomatico svizzero resti attivo in entrambe le direzioni per facilitare il dialogo tra Washington e Teheran.

Il DFAE lancia l’allarme per 25.000 connazionali tra Iran e Israele

Il peggioramento delle condizioni di sicurezza ha indotto le autorità di Berna a modificare drasticamente le raccomandazioni di viaggio: attualmente, il DFAE sconsiglia formalmente qualsiasi spostamento verso Israele e l’Iran, un monito che vige per quest’ultimo già dall’agosto 2024. Sebbene la helpline federale abbia ricevuto numerose richieste nelle ultime ore, resta l’incertezza sui dati relativi agli altri Paesi coinvolti nell’escalation regionale, come Bahrein, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Qatar, per i quali non sono ancora disponibili cifre precise sui residenti. Michael Steiner, portavoce del DFAE, è stato categorico riguardo ai protocolli di emergenza: la Confederazione non organizza voli di rimpatrio per i cittadini presenti nelle zone di conflitto. La responsabilità della sicurezza individuale ricade sui singoli, che sono caldamente invitati a seguire le direttive delle autorità locali e a mantenere aggiornati i propri profili su TravelAdmin. In questo scenario di estrema tensione, la Svizzera riafferma il proprio ruolo di mediatore neutrale, pur avvertendo che i piani di crisi vengono costantemente verificati e adeguati per rispondere a un contesto che appare ogni ora più imprevedibile e pericoloso.

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