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Tabacco, aumento delle tasse sui nuovi prodotti

EUROPA Nuove ombre si addensano sul futuro dei prodotti alternativi al tabacco tradizionale in Europa. Martedì scorso, durante un incontro informale a Strasburgo, un commissario europeo ha rivelato l’intenzione di presentare nei prossimi mesi una revisione della direttiva sulle accise sul tabacco. Questa mossa, giunta inattesa data la presunta volontà della Commissione di temporeggiare, sembra rispondere alle recenti pressioni del governo olandese, particolarmente sensibile alla questione. L’indiscrezione, riportata da fonti vicine al dossier, delinea un obiettivo ambizioso: incrementare le aliquote minime di tassazione ed estendere il campo di applicazione della normativa vigente, finora incentrata sulle sigarette tradizionali, ai nuovi prodotti a base di tabacco e nicotina.

Dalle sigarette tradizionali ai nuovi prodotti alternativi a base di tabacco e nicotina

Questa prospettiva ha già acceso un dibattito tra gli Stati membri. Ad oggi, un gruppo di tredici paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Spagna, Slovacchia, Paesi Bassi e Lettonia) ha formalmente espresso il proprio sostegno all’adozione della nuova Direttiva sulla tassazione del tabacco (TED) attraverso una lettera. Si tratta prevalentemente di nazioni che non vedrebbero impatti economici significativi o che ne trarrebbero un vantaggio. Sul fronte opposto, quattro Stati membri (Italia, Grecia, Romania e Lussemburgo) hanno manifestato apertamente la loro contrarietà. Dieci paesi, tra cui potenze economiche come Germania e Francia, non hanno ancora preso una posizione ufficiale. La potenziale revisione della direttiva si preannuncia dunque come un terreno di scontro politico ed economico significativo all’interno dell’Unione Europea, con implicazioni rilevanti per un mercato in rapida evoluzione e per le casse degli Stati membri.

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