SVIZZERA – Nel 2025, la Svizzera ha confermato il proprio impegno nel monitoraggio del trasporto merci, controllando 124.887 veicoli tra camion, bus e furgoni. Sebbene il dato complessivo mostri una lieve flessione del 2%, emerge un chiaro mutamento strategico: le autorità si stanno spostando dai controlli mobili su strada verso verifiche più minuziose nei centri specializzati (CCTP). Grazie alle strutture di Oensingen e Giornico, le ispezioni approfondite sono cresciute del 9%, portando alla luce irregolarità su circa 26.000 mezzi. In oltre 5.500 casi, le violazioni erano così gravi da imporre il fermo immediato del veicolo, garantendo così una maggiore sicurezza per tutti gli utenti della rete autostradale e tutelando le aziende che operano nel rispetto delle regole.
Traffico. Calano le ispezioni su strada ma cresce il ruolo dei centri specializzati: giro di vite su furgoni e manipolazioni ambientali
Il vero campanello d’allarme riguarda però gli autofurgoni e l’impatto ambientale. Le ispezioni su questa categoria sono balzate del 71%, con un aumento esponenziale delle sanzioni (+62%). Preoccupa inoltre il forte incremento dei difetti tecnici (+18%), in particolare per quanto riguarda l’eccessiva opacità dei gas di scarico, i cui casi sono raddoppiati. Tali anomalie spesso nascondono manomissioni centralizzate volte a ottenere vantaggi competitivi illeciti a discapito dell’ambiente. La Confederazione punta dunque a un sistema sempre più rigoroso per contrastare la concorrenza sleale e assicurare che la crescita del volume dei trasporti non avvenga a scapito della salute pubblica e della correttezza del mercato.




