EUROPA – La Commissione Europea finisce nel mirino del Mediatore Europeo per la gestione dell’Iniziativa dei Cittadini (ICE) “Stop Finning – Stop the trade”. Nonostante il traguardo di 1,1 milioni di firme per vietare il commercio di pinne di squalo nell’UE, gli organizzatori denunciano una paralisi decisionale. Supportati da The Good Lobby, contestano a Palazzo Berlaymont la violazione degli obblighi di trasparenza e il mancato rispetto dei tempi d’azione, trasformando uno strumento di democrazia diretta in un percorso a ostacoli burocratico che ignora la volontà popolare.
Gli organizzatori di “Stop Finning” ricorrono al Mediatore per mancanza di trasparenza
Il ricorso evidenzia un ritardo sistemico: a due anni dalla risposta ufficiale del 2023, nessuna proposta legislativa è stata presentata. L’UE resta uno snodo cruciale per il mercato globale delle pinne, minacciando gli ecosistemi marini. Il caso non è isolato e si unisce alle proteste di altre ICE come “End the Cage Age”. Ora si chiede al Mediatore di indagare su questa presunta cattiva amministrazione, esigendo un calendario certo e impegni pubblici per garantire che la voce dei cittadini non venga sistematicamente posticipata o ignorata.




