MONDO – A pochi giorni dalle cruciali elezioni in Ungheria, ecco l’esistenza di documenti riservati che testimoniano un netto allineamento tra il governo di Viktor Orbán e il Cremlino. Lo scorso 9 dicembre, a Mosca, il ministro degli Esteri Peter Szijjarto e il russo Mikhail Murashko avrebbero firmato un piano in 12 punti volto a espandere i legami economici, commerciali ed energetici. Le carte, redatte dal governo russo, delineano una strategia di cooperazione senza precedenti che spazia dalla fornitura di combustibile nucleare fino a settori come l’istruzione e lo sport. Questa rivelazione solleva pesanti interrogativi sulla posizione di Budapest in seno all’Unione Europea, evidenziando una volontà di integrazione con la Russia che contrasta apertamente con le politiche sanzionatorie e diplomatiche di Bruxelles.
Budapest e Mosca: il piano in 12 punti per “avvicinarsi” al Cremlino
L’accordo segreto emerge in un clima di altissima tensione politica, con il voto di domenica 12 aprile 2026 che potrebbe confermare o ribaltare questa traiettoria geopolitica. Secondo quanto trapelato, il documento non si limita a scambi commerciali di routine, ma punta a un vero e proprio allineamento strategico che rafforza la dipendenza ungherese dalle risorse russe. Mentre la comunità internazionale osserva con preoccupazione, il piano dei 12 punti sembra confermare il ruolo dell’Ungheria come “ponte” critico per gli interessi del Cremlino nel cuore dell’Europa. La pubblicazione di queste informazioni proprio a ridosso delle urne pone il governo Orbán davanti alla necessità di chiarire la portata di tali impegni, in un momento in cui la sicurezza e l’unità energetica del continente restano temi di massima priorità per i partner occidentali.

















