SVIZZERA – Il Consiglio Federale ha formalmente discusso i risultati della procedura di consultazione sul cruciale pacchetto “stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE”, constatando un forte e chiaro sostegno da parte della maggioranza dei partecipanti. La consultazione ha raccolto 318 pareri, i quali hanno manifestato un giudizio ampiamente positivo sia sull’impianto complessivo del pacchetto che sull’esito dei negoziati stessi. Questo orientamento conferma la preferenza della Svizzera per la via bilaterale come strumento fondamentale per definire i rapporti con l’Unione Europea, scartando nettamente opzioni alternative come l’adesione allo SEE o l’immobilismo. Sebbene i singoli elementi abbiano ricevuto valutazioni positive in misura variabile, l’Esecutivo ha riconosciuto la necessità di intervenire su diverse richieste di chiarimento e miglioramento emerse in merito all’attuazione interna degli accordi. Per questo motivo, il Consiglio Federale ha deliberato di introdurre specifici adeguamenti, dando mandato di finalizzare il messaggio in vista delle prossime tappe legislative, con l’obiettivo di rendere il quadro normativo più solido e trasparente per tutti i soggetti coinvolti.
La via bilaterale trova ampio sostegno e porta a significativi adeguamenti
L’attenzione si è concentrata in particolare sugli elementi istituzionali, quali il “decision shaping” (i diritti di partecipazione all’elaborazione del diritto UE) e il recepimento dinamico delle norme. Per garantire la massima trasparenza e chiarezza nei processi interni, il Consiglio Federale ha proposto l’introduzione di un nuovo articolo nella Legge sul Parlamento, specificamente volto a regolamentare le modalità di informazione e consultazione delle Camere federali e delle commissioni specializzate sull’elaborazione del diritto UE di interesse svizzero. Questo impegno si estende anche alla garanzia della partecipazione parlamentare negli altri processi chiave (composizione delle controversie e misure di compensazione). Inoltre, per rafforzare la trasparenza, si prevede di rendere accessibili tutti i documenti pubblici dell’UE pertinenti nell’ambito del “decision shaping” e di introdurre un documento di monitoraggio periodico sul funzionamento degli elementi istituzionali. Un altro punto focale approvato è l’approccio a due pilastri per la sorveglianza degli aiuti di Stato, con la creazione di una Camera separata in seno alla COMCO, semplificando le procedure e chiarendo i meccanismi di assistenza amministrativa tra le autorità svizzere e la Commissione Europea.













