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Vittoria filo-UE in Moldavia: continua la corsa per l’adesione

EUROPA – Il partito di governo filo-europeista Partito d’Azione e Solidarietà (PAS), guidato dalla presidente Maia Sandu, ha conquistato la vittoria nelle recenti elezioni parlamentari in Moldavia con oltre il 50% dei voti, assicurandosi il controllo del parlamento per proseguire il cammino del paese verso l’Unione Europea (UE). Nonostante abbia perso alcuni seggi rispetto alla precedente tornata elettorale, il PAS si prepara a governare con una maggioranza parlamentare che dovrebbe consentire di evitare accordi con formazioni minori e spingere l’agenda pro-UE. Cruciale per questa riconferma è stato il voto della diaspora moldava, da sempre orientata verso l’Occidente, che costituisce quasi un quinto dell’elettorato. Il loro sostegno ha permesso al partito di Sandu di superare l’opposizione, come già avvenuto nel referendum sull’adesione all’UE del 2024, vinto per un esiguo scarto. L’affluenza alle urne si è attestata al 51,9%, un dato storico per un’elezione legislativa, con lunghe file di elettori anche dopo la chiusura ufficiale dei seggi, a testimonianza dell’importanza di questa consultazione. La posta in gioco, in un contesto geopolitico reso teso dalla guerra in Ucraina, è la scelta fondamentale tra l’integrazione europea e un ritorno nell’orbita di Mosca.

Le proteste filorusse e le fratture regionali

A fronte della vittoria europeista, l’opposizione filorussa ha contestato immediatamente i risultati, denunciando possibili frodi avvenute soprattutto all’estero. Il partito “Blocco Patriottico” dell’ex presidente Igor Dodon, che punta a rafforzare i legami con Mosca, si è fermato al 24% delle preferenze. Le formazioni filorusse hanno rivendicato la vittoria nelle regioni autonomiste e secessioniste, come la Transnistria (dove hanno ottenuto il 51% dei voti, in presenza di un contingente di 1500 soldati russi) e la Gagauzia (con l’80% delle preferenze), evidenziando la profonda frattura interna al paese. Il partito “Vittoria” di Ilan Shor, anch’esso critico verso il risultato, ha esplicitamente non riconosciuto l’esito elettorale e ha invitato i cittadini a protestare, portando i sostenitori a presidiare l’edificio della commissione elettorale centrale. Il clima elettorale è stato caratterizzato da una forte tensione, con segnalazioni di sabotaggi e falsi allarmi bomba, sottolineando il peso geopolitico di queste elezioni, che rappresentano un momento cruciale per la direzione futura della Moldavia tra Est e Ovest.

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