SVIZZERA – L’intoppo tecnico verificatosi nel Cantone di Basilea Città durante le votazioni dell’8 marzo 2026 ha riacceso il dibattito sulla digitalizzazione del voto. Nonostante il mancato conteggio di 2048 schede elettroniche — dovuto all’impossibilità di decrittare l’urna per un’irregolarità legata a supporti USB esterni — la Cancelleria federale (CaF) conferma la fiducia nel sistema della Posta Svizzera. L’incidente, probabilmente riconducibile a un errore umano nella gestione delle chiavi di sicurezza e non a una falla strutturale del software, ha spinto il Cantone a sospendere le prove fino al 31 dicembre 2026. Questo stop tecnico permetterà un’analisi esterna approfondita e un’inchiesta penale per escludere qualsiasi dolo, garantendo che i diritti politici dei cittadini siano pienamente tutelati nelle prossime sessioni.
Sicurezza informatica e trasparenza: le prossime tappe della sperimentazione federale
Il percorso verso l’e-voting prosegue dunque con maggiore cautela ma senza interruzioni nei Cantoni di San Gallo, Turgovia e Grigioni, dove il sistema ha operato senza criticità. La strategia della CaF per i prossimi mesi prevede un monitoraggio rigoroso: entro metà aprile verranno valutate le nuove autorizzazioni per il voto del 14 giugno 2026. L’obiettivo della fase sperimentale resta l’apprendimento continuo, trasformando l’anomalia di Basilea in un’opportunità per blindare i processi di protezione delle chiavi di decrittazione. Il consolidamento della fiducia degli elettori passerà per una gestione delle crisi trasparente e uno scambio costante tra autorità e partner tecnologici, confermando che la sicurezza del dato resta il pilastro imprescindibile della democrazia digitale elvetica.














