STILE – I farmaci agonisti del recettore del GLP-1, come la semaglutide, hanno rivoluzionato il trattamento dell’obesitĆ , ma i risultati di una recente revisione pubblicata sul BMJ gettano unāombra sulla loro efficacia a lungo termine. Secondo l’analisi condotta dall’UniversitĆ di Oxford su oltre 9.300 pazienti, il peso perso viene recuperato con una velocitĆ sorprendente una volta sospesa la terapia. In media, chi ha perso circa 8 kg durante il trattamento ne ha riacquistati quasi 5 entro il primo anno dallo stop, tornando al peso di partenza in soli 1,7 anni. Questo fenomeno evidenzia un “effetto yo-yo” circa quattro volte più rapido rispetto a quello che si verifica dopo una dieta tradizionale o un programma di esercizio fisico, suggerendo che il farmaco agisca più come un “tampone” temporaneo che come una soluzione definitiva.
Dimagrire: il rischio di un effetto yo-yo quattro volte più rapido
Il problema non riguarda solo l’estetica, ma coinvolge direttamente la salute cardiometabolica. Insieme ai chili di troppo, infatti, svaniscono rapidamente anche i benefici ottenuti su pressione sanguigna e livelli di colesterolo, che tornano ai valori basali in circa 1,4 anni. Gli esperti avvertono: senza una modifica strutturale dello stile di vita e delle abitudini alimentari, l’illusione della “puntura magica” rischia di svanire in fretta. Affidarsi unicamente alle iniezioni settimanali senza intervenire sul contesto comportamentale e ambientale significa esporsi a un rapido recupero ponderale, annullando i vantaggi protettivi per il cuore e il metabolismo in tempi record.












