MERCATI – Benvenuti a febbraio, ovvero alla seconda stagione di “Surviving Volatility“, giĆ disponibile sui vostri schermi Bloomberg! A cura di Fabrizio Quirighetti di DECALIA. La prima stagione (gennaio) si ĆØ conclusa con una volatilitĆ straordinaria nei prezzi dei metalli preziosi, con l’argento in calo del -26% e l’oro del -9% venerdƬ scorso. Sembra che la nomina di Kevin Warsh a prossimo presidente della Fed sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso (speculativo), con il dollaro che ha registrato un forte rimbalzo e i tassi a lungo termine statunitensi che contemporaneamente si sono ripresi. Inoltre, questa nuova stagione inizia con un nuovo shutdown del governo statunitense, fortunatamente solo “parziale” e che dovrebbe essere risolto entro la fine della settimana.
Calendario economico
Senza svelare troppo su questa nuova stagione, i teaser per la settimana mostrano uno scenario denso, ricco di colpi di scena e possibili svolte, con la pubblicazione di diversi dati economici chiave (PMI globali, indici ISM statunitensi, rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti), riunioni delle banche centrali (RBA, BCE e BoE) e numerosi risultati sugli utili aziendali. Iniziamo con la politica monetaria: sono attese le decisioni della RBA, della BCE e della BoE. Mentre ĆØ ampiamente previsto che la BCE mantenga i tassi invariati in una riunione senza particolari novitĆ , le decisioni della RBA e della BoE e la successiva conferenza stampa potrebbero essere un po’ più incerte, poichĆ© il verdetto ĆØ ancora in sospeso. In Australia, il consenso prevede piuttosto un aumento dei tassi da parte della RBA al 3,85%, o almeno minacce restrittive o un mantenimento aggressivo al 3,60%. Ciò dovrebbe contribuire a consolidare la recente forza dell’AUD. Per la BoE, resta aperta la possibilitĆ di una politica accomodante, con un voto diviso tra pochi ma crescenti dissidenti a favore di un allentamento e una maggioranza sempre più ridotta a favore di una politica di mantenimento.
I dati economici
Passando ai dati economici, il momento clou sarĆ il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti per gennaio, in uscita venerdƬ. Il consenso prevede un aumento delle buste paga di +65.000 (+50.000 a dicembre), con il tasso di disoccupazione stabile al 4,4% e il tasso di crescita delle retribuzioni orarie in aumento dello +0,3% su base mensile come a dicembre. In altre parole, quasi nessuna variazione rispetto al rapporto del mese scorso. Prima di allora, avremo sia l’indice PMI globale che l’indice ISM statunitense per il settore manifatturiero e quello dei servizi. Prevediamo un miglioramento, o almeno un trend incoraggiante, per l’ISM manifatturiero statunitense, mentre l’espansione dell’attivitĆ nei servizi si consolida con gli indici che rimangono sopra i 50 sia negli Stati Uniti che a livello globale. Concludendo con gli utili aziendali, l’attenzione sarĆ rivolta a due titoli Mag7, ovvero Alphabet e Amazon, nonchĆ© ad altri titoli tecnologici tra cui Palantir, AMD e Qualcomm. Saranno presenti anche diverse grandi aziende sanitarie, tra cui Eli Lilly, Pfizer, Merck & Co, McKesson, o Novartis e Novo Nordisk in Europa. Tra le altre grandi aziende statunitensi che presenteranno i loro risultati figurano Pepsi, Walt Disney e Uber. Altrove, l’attenzione sarĆ rivolta anche a diverse banche in Europa e Giappone (BBVA, UBS, Santander, MUFG), tra le altre grandi aziende da tenere d’occhio in quei mercati.












