MERCATI – Perché i mercati stanno scendendo? Dall’euforia AI alla paura della disintermediazione. Il commento a cura di Carlo De Luca, Responsabile delle gestioni di Gamma Capital Markets. L’attuale ondata di vendite sui mercati globali non è riconducibile a un singolo evento macroeconomico, ma a una profonda trasformazione del sentiment degli investitori: il passaggio dal “comprare il tema AI” alla paura della disintermediazione strutturale. Se fino a ieri l’intelligenza artificiale era vista solo come un volano di crescita, oggi i casi come Algorhythm Holdings e le innovazioni nel settore logistico dimostrano che l’automazione può rendere obsoleti i modelli di business tradizionali basati sulla crescita lineare del personale. Questo “fear trade” sta colpendo duramente i settori legacy— dal software al real estate, fino alla logistica e ai servizi finanziari — poiché il mercato inizia a scontare in anticipo chi non saprà reggere l’urto di una produttività aumentata del 300-400% tramite algoritmi.
Tra flussi algoritmici e scommesse sulla Fed: la fine del trading passivo
Oltre al tema tecnologico, la correzione è alimentata da una dinamica di risk-off trasversale che vede il calo simultaneo di asset rifugio come l’oro e asset speculativi come il Bitcoin, segnale di una riduzione del rischio guidata dai flussi e dalla rottura di livelli tecnici chiave. Con un mercato del lavoro ancora solido e l’inflazione sotto osservazione, le scommesse su tagli aggressivi dei tassi da parte della Federal Reserve si stanno ridimensionando, spingendo gli operatori a un rapido alleggerimento delle posizioni. Nel 2026, la strategia del “comprare tutto” tramite ETF passivi mostra i suoi limiti: la parola d’ordine è diventata gestione attiva. Solo una selezione rigorosa basata sui fondamentali e sulla qualità dei bilanci permette di distinguere chi beneficerà realmente dell’AI da chi ne verrà travolto.













