MONACO – Principato di Monaco: tasse nulle ma difficoltà alte per la residenza.
MONACO: LE TASSE NEL PRINCIPATO DI MONTECARLO
Regime fiscale di tassazione delle persone fisiche nel Principato di Monaco, con esenzione totale. I residenti a Montecarlo hanno notevoli benefici fiscali vista la totale assenza di tasse sul reddito così come sul patrimonio e sulle plusvalenze. Non esistono tasse nemmeno per quanto riguarda immobili e successioni, tra genitori e figli o tra marito e moglie, mentre le aliquote variano se la parentela si allarga arrivando fino al 16% tra persone che non sono imparentate. Oltre a questi benefici anche le società godono di una maggiore ricchezza perché, anche se tassate con l’Iva come stabilisce il diritto dell’Ue, non devono versare nemmeno un euro al Fisco per tutti gli utili all’interno del Principato come ricorda il Corriere: chi, invece, fattura somme che superano il 25% al di fuori di Monaco, ecco che si applica l’imposta sul reddito che da due anni è stata fissata nel 25%. Attenzione però, ottenere la residenza monegasca non è semplice. Nel Principato di Monaco risiedono mille svizzeri e ottomila italiani. In base alla Statistica sugli svizzeri all’estero, alla fine del 2016 a Monaco risiedevano 1211 cittadini svizzeri. Con i francesi e gli italiani, gli svizzeri costituiscono una delle più importanti comunità straniere a Monaco. Le relazioni consolari tra i due Stati sono garantite dal Consolato generale di Svizzera a Marsiglia.
PER LA RESIDENZA
Sono tre i requisiti essenziali per poter richiedere la residenza a Montecarlo. Bisogna affittare o acquistare un appartamento. Nel primo caso bisogna dimostrare di avere un contratto regolare che non sia inferiore a un anno e regolarmente registrato dai servizi fiscali monegaschi mentre, chi compra, dovrà possedere e dimostrare di avere la copia del certificato rilasciata dal notaio. Un’ultima formalità è quella di dimostrare il corretto pagamento delle utenze domestiche con una qualsiasi bolletta della luce. Poi per la residenza a Montecarlo, necessariamente, c’è l’apertura di un conto bancario con una cifra ben definita da versare alla banca per dimostrare di poter fare un certo tipo di vita: 500mila euro. In questo modo le autorità locali saranno certe che l’utente sia in grado di mantenersi e vivere nel piccolo Principato. Attenzione, perché la banca deve essere privata e avere almeno una filiale locale: sarà poi lo stesso Istituto bancario a fornire alle autorità competenti la necessaria documentazione di chi sta chiedendo la residenza. Quindi ecco l’identità ma soprattutto “moralità” del futuro potenziale residente. Significa che va rilasciato il proprio casellario giudiziario così come tutti i documenti di riconoscimento possibili, dal passaporto alla tessera sanitaria, con un modulo che deve attestare la richiesta alla Pubblica Sicurezza. Dopodiché, trattandosi dell’ultimo gradino prima dell’eventuale nulla osta, la persona sarà contattata per un colloquio alla Sezione Residenti che deciderà se rilasciare, o meno, la residenza.













