MENDRISIO – Presentato il primo Bilancio di genere dell’Università della Svizzera italiana.
L’UNIVERSITÀ SVIZZERA ITALIANA
Una istituzione in evoluzione, accogliente ma nella quale restano dinamiche segregative che portano a uno svantaggio femminile in alcuni settori e discipline. È questa la situazione, relativa al periodo 2017-2020, che emerge dal Bilancio di genere dell’Università della Svizzera italiana. Questo documento, pubblicato in occasione dello sciopero femminista del 14 giugno, è stato presentato in un incontro. “È importante misurare la parità nelle sue diverse manifestazioni per capire dove è urgente intervenire e monitorare i progressi fatti” ha sottolineato durante l’incontro la rettrice nominata Luisa Lambertini, aggiungendo che l’Università dovrà ancora di più impegnarsi nel sostenere le carriere femminili a tutti i livelli, agendo in particolare sulle procedure di selezione.
IL BILANCIO
Il Bilancio di genere è stato realizzato dall’istituto in collaborazione con l’associazione Equi-lab e con il sostegno finanziario di swissuniversities. Si tratta di uno strumento essenziale per verificare il recepimento dei principi di parità e di pari opportunità nel contesto organizzativo e gestionale e per individuare e scardinare i meccanismi di produzione delle asimmetrie di genere. Questo documento è stato pubblicato in occasione dello sciopero femminista ma, ha precisato la Prorettrice per le pari opportunità Sonja Hildebrand, non è una rivendicazione di parte ma un’iniziativa a vantaggio di tutta la comunità e dell’eccellenza istituzionale. L’Università della Svizzera italiana è una delle prime università in Svizzera e una delle poche istituzioni in Ticino ad essersi dotata di un Bilancio di genere. Strumento che costituisce un importante punto di partenza per migliorare la situazione, ha affermato Francesca Scalici, responsabile del Servizio pari opportunità.













