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domenica 15 Febbraio 2026
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Mercati: azionario e obbligazionario rifiatano sul finire del mese con quadro macro in rallentamento

ECONOMIA – Mercati: azionario e obbligazionario rifiatano sul finire del mese con quadro macro in rallentamento.

di LIVIO SPADARO – FRAME ASSET MANAGEMENT

MERCATI: AZIONARIO E OBBLIGAZIONARIO RIFIATANO SUL FINIRE DEL MESE

Seppur Ottobre sia stato un mese negativo nel suo complesso, nell’ultima parte del mese e all’inizio di Novembre si ĆØ assistito a un rimbalzo dei mercati a margine della pubblicazione del dato sull’attivitĆ  manifatturiera degli Stati Uniti che ha diminuito i timori di nuove strette monetarie da parte della Federal Reserve nei prossimi mesi. Lo S&P500 nella prima settimana di Novembre ha infatti registrato la migliore performance settimanale da un anno. L’ambiente macroeconomico in deterioramento e un peggioramento dell’outlook sugli utili fanno ritenere all’economista che il rimbalzo occorso sia probabilmente un rally di un mercato a ribasso anzichĆ© un’inversione di marcia di Wall Street. In effetti i downgrade sugli utili sono superiori agli upgrade come riportato dal Citigroup US Earnings Revisions Index. Questa stagione delle trimestrali ĆØ stata particolarmente difficile negli States ove il ritmo di crescita dei ricavi oltre le attese ĆØ stato il più debole negli ultimi 10 anni cosƬ come in Europa ove sta andando anche peggio che negli USA.

L’AZIONARIO TECH

Anche l’azionario Tech potrebbe aver formato una figura tecnica a ribasso di lungo periodo. Le azioni delle Ā« magnifiche 7 Ā» hanno formato un doppio massimo che potrebbe significare uno stop alla corsa dei titoli azionari che hanno guidato la performance di Wall Street nel corso dell’anno. Il peggioramento dell’attivitĆ  economica ha fatto tirare un sospiro di sollievo all’obbligazionario a scadenza più lunga, il T-bond a 10 anni ha infatti visto scendere il rendimento di circa 50 bps in pochi giorni registrando il movimento a ribasso in termini di rendimento più ampio dalla crisi di Silicon Valley Bank. Il rimbalzo occorso a cavallo tra Ottobre e Novembre sembra essere un fatto più tecnico che fondamentale visto il deterioramento dell’economia, l’inflazione che resta nella versione Ā« core Ā» ancora Ā« viscosa Ā» e tassi di disoccupazione che, seppur in aumento, ancora piuttosto bassi e vicini a livelli storici tali.

L’OBBLIGAZIONARIO

L’obbligazionario, in effetti, ad oggi non sta segnalando una recessione se si guarda all’andamento degli spread creditizi. Piuttosto, sembra suggerire che il rallentamento in atto potrebbe significare il picco del livello dei tassi, ma non che eventuali tagli siano vicini (quindi confermando la versione Ā« higher for longer Ā»). Quello che sta pesando particolarmente sui rendimenti dell’obbligazionario USA, riverberandosi poi sulle altre curve globali, ĆØ la mole di deficit e debito che sta accumulando l’economia americana. Il deficit federale ĆØ di fatto raddoppiato in 1 anno a 2.02$ trilioni mentre il debito ha superato il record di 33$ trilioni, andando cosi a oltre il 126% rispetto al PIL. La continua emissione di debito in concomitanza alla Fed che sta riducendo il bilancio della banca al ritmo di 700$ mld all’anno e i compratori esteri di debito USA che stanno diminuendo le esposizioni su quest’ultimo fa sƬ che vi sia una maggiore richiesta di rendimenti dagli investitori.

NEL MONDO

L’attuale evoluzione del debito USA può causare un Ā«circolo viziosoĀ» ove tassi di interesse più alti causano costi di finanziamento più alti, una maggiore emissione di debito e un’ulteriore liquidazione di obbligazioni, causando quindi tassi più alti e pertanto una posizione fiscale insostenibile. Anche alla Bank of Japan va rivolta una certa attenzione poichĆ© la decisione della banca centrale nipponica di mantenere i tassi invariati al -0.1% con un’inflazione al 3.3% non ĆØ stata digerita particolarmente bene dai mercati. La BoJ ha indicato che il rendimento del decennale potrĆ  muoversi oltre all’1%, soglia oltre la quale scatterebbe l’intervento diretto dell’istituto centrale nell’ambito del controllo della curva dei rendimenti. Gli investitori hanno ritenuto le decisioni della BoJ come espansiva, motivo per cui lo Yen ha perso terreno verso tutte le maggiori valute e il rendimento del decennale nipponico che si ĆØ spinto verso la soglia limite. La fuoriuscita dall’era di politica monetaria ultra-espansiva in Giappone potrebbe comportare il rimpatrio degli investimenti giapponesi dall’estero con conseguenze complesse.

LE GUERRE

In tutto questo contesto le guerre non aiutano perchĆ© alimentano le spinte inflazionistiche pressando ulteriormente i rendimenti obbligazionari (fonte: Federal Reserve Bank of St. Louis). La conclusione ĆØ che gli effetti dei tassi stanno iniziando ad essere assorbiti dall’economia reale. Visto l’andamento delle trimestrali sia in Europa che negli USA ĆØ probabile che nei prossimi mesi si inizierĆ  a intravedere un aumento della disoccupazione per tentare di preservare i margini di profitto. Ciò implica che, in termini di strategia, un aumento della Duration del portafoglio può essere ipotizzata ma che eventi tecnici come lo shutdown federale, deficit e debiti in allargamento e banche centrali in azione per ridurre i propri bilanci rischiano di rimanere un ostacolo per una sensibile riduzione dei rendimenti di lungo termine. Tenendo poi presente che allo stato attuale un taglio dei tassi non ĆØ cosi imminente e che comunque rimarranno pi§ alti di quanto lo fossero da dopo la Grande Crisi Finanziaria.

NEI PROSSIMI MESI

In un mercato molto volatile e influenzato da eventi esogeni, l’obbligazionario a breve scadenza di alta qualitĆ  con gli attuali rendimenti rappresenta un Ā«porto sicuroĀ». L’azionario Growth con tassi cosƬ elevati non rappresenta un’opportunitĆ  mentre quello Value, meno ciclico e meno influenzato quindi dall’ambiente macro, ĆØ quello che dovrebbe performare meglio in questo contesto. Visti gli spread particolarmente compressi per l’ambiente macro attuale, l’obbligazionario High Yield con un attento stock picking offre dei rendimenti interessanti.

A livello di strategie, continuano ad essere interessanti quelle che riescono a trarre vantaggio da un mercato più volatile come quelle long-short (sia su equity che su bond) mentre sono meno preferibili quelle direzionali azionarie visto il deterioramento dell’outllok degli utili aziendali. Per l’obbligazionario anche strategie direzionali sul segmento High Yield di breve scadenza sono attraenti, mentre quelle sul segmento Investment Grade possono essere interessanti anche con una Duration complessiva più elevata che non vada però oltre i 5 anni. Anche le strategie multi-asset sono interessanti in questo contesto perchĆ© possono diversificare e trarre beneficio da asset class diverse come le valute e i metalli preziosi, con questi ultimi che nel contesto attuale e in via di formazione potrebbero risultare una buona difesa per il portafoglio.

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