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Il futuro senza fumo di Philip Morris: la scommessa sui prodotti “Smoke Free”

IMPRESA – Philip Morris International (PMI) sta attuando una transizione radicale, puntando con decisione sui dispositivi senza combustione. Massimo Andolina, presidente europeo del colosso del tabacco, ha espresso una previsione audace a Bruxelles: si aspetta che entro dieci anni diversi Paesi europei non vendano più sigarette tradizionali. Questa visione è supportata da un decennio di strategia orientata al futuro, che ha già portato risultati concreti. Attualmente, circa il 40 per cento del fatturato globale di PMI (il 46 per cento in Europa) proviene da prodotti “smoke free”. L’ambizione è di innalzare questa quota fino all’80 per cento, segnando una netta inversione di rotta rispetto al modello di business storico. Nonostante la proposta della Commissione Europea di una revisione della tassazione sul tabacco che potrebbe aumentare le accise, l’azienda accoglie positivamente il riconoscimento che le sigarette senza combustione sono considerate diverse e, di conseguenza, saranno tassate diversamente rispetto a quelle tradizionali, un elemento cruciale per sostenere la crescita di questo segmento.

Addio alle sigarette tradizionali

Il ruolo di Philip Morris nell’economia comunitaria è di notevole importanza. Un recente report, firmato Ernst & Young, evidenzia che tra il 2019 e il 2023, la società ha contribuito all’economia dell’Unione Europea per circa 289 miliardi di euro, considerando l’impatto diretto, il valore aggiunto e i proventi fiscali. Questo dato sottolinea l’entità degli interessi in gioco e la rilevanza del gruppo a livello europeo. L’Italia, in particolare, si posiziona come uno dei principali fornitori per PMI, con acquisti da produttori italiani pari a circa 377 milioni di euro in cinque anni e un export di 1,8 miliardi. Con oltre 2.700 dipendenti nel nostro Paese, su un totale europeo di circa 21.500, l’azienda svolge un ruolo significativo anche a livello occupazionale. Nonostante le campagne anti-fumo, i bilanci di Philip Morris sono rimasti positivi, un successo attribuito alla sua intelligente transizione verso un’“era senza fumo”, un processo graduale che, secondo il management, sta generando un cambiamento reale e positivo, in gran parte guidato proprio dal mercato europeo.

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