CINA – La Cina interviene con decisione nella controversia sulla partecipazione del Sudafrica al prossimo G20 ospitato dagli Stati Uniti, ribadendo il suo fermo sostegno a Pretoria, membro fondatore e attore chiave nel consesso globale. Dopo il successo del recente vertice G20 a Johannesburg, lodato dal portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, Pechino sottolinea l’importanza del ruolo sudafricano per il multilateralismo e la crescita globale. Questo intervento cinese si configura come una netta presa di posizione contro la mossa del Presidente statunitense Donald Trump, che aveva apertamente dichiarato sui social che il Sudafrica “non sarà benvenuto nel G20 sotto la mia guida”, seguito dalle accuse del Segretario di Stato Marco Rubio che ha parlato di un danno alla reputazione del Gruppo. La diplomazia cinese, desiderosa di lavorare con tutti i membri, evidenzia un chiaro tentativo di difendere l’assetto attuale del forum e contrastare le pressioni unilaterali di Washington, ponendo l’accento sulla necessità di mantenere un G20 inclusivo e rappresentativo.
Il Sudafrica al G20
L’esclusione del Sudafrica dal primo meeting degli sherpa, in preparazione al vertice americano, ha innescato una potenziale crisi diplomatica all’interno del G20. Lo sherpa sudafricano Zane Dangor ha infatti sollevato l’allarme, chiarendo che ogni esclusione richiede l’unanime consenso dei membri. La solidarietà della Cina non è solo un gesto di amicizia bilaterale, ma un segnale strategico inviato ai partner del G20 riguardo al rischio di politicizzazione del forum. Pechino si schiera con forza a favore della stabilità e dell’inclusività, temi centrali per i paesi BRICS, di cui il Sudafrica è parte integrante. Il sostegno cinese è cruciale per la posizione negoziale di Pretoria e mette in luce una frattura geopolitica sull’architettura della governance economica mondiale. L’imminente riunione a Washington sarà il banco di prova per vedere se altri membri, come previsto da Dangor, si uniranno alla Cina nel sollevare obiezioni formali contro l’unilateralismo statunitense, difendendo il principio di cooperazione internazionale e la tradizione del forum G20.













