CHIASSO – Le grafiche di Gianni Realini in mostra al Max Museo.
GIANNI REALINI, ARTE E GRAFICA
Mostra a cura di Dalmazio Ambrosioni e Nicoletta Ossanna Cavadini. La mostra si inserisce nel filone degli approfondimenti tematici di artisti contemporanei legati per nascita o per operatività al Canton Ticino e propone la prima mostra antologica su Gianni Realini (Sorengo 1943), artista che ha un percorso molto articolato. Negli anni Sessanta, affascinato dalle modalità espressive della Pop Art di Andy Warhol, egli declina in maniera molto personale, legandola alla figura umana e al paesaggio. Questo momento artistico lascia ben presto negli anni Settanta lo spazio allo studio del segno e della materia, che sfocia in esiti estetici informali dati, in particolare, dalla fascinazione di Emilio Vedova. La pittura di Gianni Realini si apre così a una gestualità più marcata, le sue opere diventano sempre più grandi e importanti, i colori intensi, senza trascurare i contenuti legati a una nuova figuratività . La sua ricerca prosegue e rivolge sempre grande attenzione alla cromia, ai pigmenti marcati nei contrasti, ai segni forti e decisi.
L’ESPRESSIONISMO ASTRATTO
Avviene infatti il passaggio con il finire degli anni Ottanta allāespressionismo astratto, sempre più indagato, fino allāaction painting di Jackson Pollock. Dopo il suo viaggio americano fatto al termine degli anni Novanta, il gesto artistico di Gianni Realini diventa sempre più dichiarato e plateale, le sue tele o grandi tavole costituiscono momenti di attese e di compimento, il colore applicato con forza e abbondanza e con colature. Gianni Realini si diploma nel 1960 alla Scuola cantonale dei pittori e segue per due anni il corso di perfezionamento nella sezione Pittura del Centro scolastico per le industrie artistiche a Lugano. Tra i suoi docenti si ricordano: Pietro Salati, Carlo Cotti, Bruno Morenzoni, Mario Marioni, Manfredo Patocchi, Vinicio Beretta e altre personalitĆ note dellāambiente culturale artistico dellāepoca. Nella stessa cittĆ tiene le prime due mostre nel 1964 e 1965 (presso la galleria āIl Nòccioloā e la galleria āCelticaā). Grazie a una borsa di studio federale, vinta nel 1968, si trasferisce a Parigi, dove frequenta lāAcadĆ©mie de la Grande ChaumiĆØre. Tornato in Ticino nel 1969, riprende lāattivitĆ pittorica ed espositiva, cui affianca la professione di docente presso lo CSIA e frequenti viaggi di studio in Europa. Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti e le sue opere figurano in molte collezioni pubbliche e private.













