BERNA – Dal 1Āŗ aprile 2026, la corrispondenza digitale entrerĆ ufficialmente a far parte del mandato di servizio pubblico in Svizzera, segnando una svolta storica per il settore postale. Il Consiglio federale ha risposto alle nuove abitudini dei consumatori introducendo la lettera digitale, un sistema ibrido che garantisce la stessa valenza legale e sicurezza della carta (grazie a sigilli elettronici e marcature temporali), ma con la flessibilitĆ dello smartphone. L’obiettivo della Posta Svizzera ĆØ offrire un’esperienza “su misura“: gli utenti potranno gestire la propria cassetta delle lettere ovunque, mentre le aziende integreranno la ricezione digitale direttamente nei propri software. Parallelamente, resta saldo lāimpegno per il territorio: il recapito quotidiano nelle localitĆ discoste e la consegna dei giornali entro mezzogiorno rimarranno garantiti, preservando la capillaritĆ del servizio.
Sfide regolatorie: modernizzare la legge per salvare il servizio pubblico
Nonostante lāentusiasmo per lāinnovazione digitale, la Posta lancia un monito sulla sostenibilitĆ finanziaria del modello attuale. Le attuali restrizioni normative generano costi annui di circa 350 milioni di franchi, a fronte di entrate da monopolio in costante calo (circa 70 milioni). Per evitare che il servizio pubblico diventi un peso per i contribuenti, la Posta chiede una riforma profonda che segua l’esempio di paesi come Italia e Germania, riducendo la pressione finanziaria e aggiornando leggi scritte prima dell’era degli smartphone. La sfida ĆØ duplice: proteggere il “DNA svizzero” dell’azienda dai tentativi di smantellamento politico e, contemporaneamente, ottenere una maggiore flessibilitĆ operativa che permetta di adattare l’offerta alle reali esigenze di cittadini e imprese, garantendo un futuro solido e autonomo all’istituzione postale.












