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Mercati: attenzione alla disruption latente dell’AI

MERCATI – Attenzione alla disruption latente dell’AI. A cura di Fabrizio Quirighetti di DECALIA. Le condizioni confermano un probabile scenario Goldilocks, ma attenzione ai rischi di coda – su entrambi i fronti. L’attenzione macro globale si è ampliata dalla volatilità geopolitica (anche se il confronto bellico tra Stati Uniti e Iran potrebbe ancora intensificarsi) ad altri temi, in particolare i timori legati alla “disruption” innescata dall’AI. Ciò ha alimentato una dispersione del mercato sotto traccia, che ha portato a un ampio sell-off e revisioni al ribasso delle società di software, a vantaggio però della partecipazione al rialzo del mercato e delle valutazioni complessive, nonché degli indicatori di sentiment e di posizionamento. Nel contempo, il contesto economico rimane favorevole con una discreta dinamica di crescita, una disinflazione in corso e un orientamento accomodante della politica monetaria. Anche la stagione delle trimestrali è stata rassicurante, con utili ampiamente superiori a livello di regioni e settori, insieme a revisioni positive per l’intero anno 2026 (provenienti essenzialmente dai settori tecnologici e ciclici), in una fase in cui le aziende di solito preferiscono abbassare l’asticella…

La “disruption” dell’AI può innescare un “software-mageddon” latente, con molteplici ramificazioni

Di conseguenza, gli indici azionari globali, soprattutto quelli fuori dai confini USA e quindi meno esposti alla “disruption” innescata dall’AI, hanno continuato a trarre vantaggio dall’attuale contesto macro favorevole. Il quadro è stato supportato anche dall’indebolimento del dollaro USA e dal parziale calo dei tassi d’Oltreoceano, a vantaggio anche delle small cap USA. In questo contesto, i “Mag7” hanno perso smalto da inizio anno, mentre i mercati emergenti, il Giappone, i settori ciclici e lo stile Value stanno sovraperformando. È opportuno osservare che le società mega-cap informatiche hanno annunciato un ulteriore aumento dei loro investimenti in capitale per il 2026, da 540 miliardi di dollari inizialmente previsti a 660 miliardi di dollari; tali investimenti saranno ora sempre più finanziati attraverso nuove emissioni di debito, dato che tale importo rappresenta circa il 90% del loro free cash flow. Paradossalmente, con ogni probabilità serviranno tassi di crescita meno elevati negli investimenti in capitale dedicati all’AI, dato che queste società torneranno ad ottenere solide performance. Anche le obbligazioni stanno registrando discrete performance a 360°, con tassi e volatilità degli spread creditizi molto contenuti; tutto ciò è coerente con il nostro punto di vista, secondo cui il carry conterà più dell’impatto dei tassi o delle tendenze degli spread sui prezzi nel 2026. Anche in questo caso, come già accaduto lo scorso anno, il debito emergente ha continuato a sovraperformare.

Le condizioni confermano un probabile scenario Goldilocks

Infine, l’oro e i metalli preziosi sono stati ultimamente tra gli asset più volatili. A nostro avviso, ciò ha alimentato una sana “pulizia” delle posizioni speculative, mentre continuiamo a mantenere una posizione costruttiva sull’oro. Tra i rischi di ribasso che sono destinati a presentarsi inaspettatamente nelle prossime settimane, da poco ha fatto capolino un nuovo elemento: la “disruption” AI su vasta scala che sta mettendo in discussione le valutazioni degli asset, esacerbando le forze deflazionistiche e portando a un nuovo regime macro poco stabile. Sebbene non sia il nostro scenario di base e rileviamo solo impatti economici diretti minori nel prossimo futuro (contenuti guadagni di produttività e pochi licenziamenti nel corso del 2026), potrebbe comunque avere un rilevante impatto indiretto attraverso le dinamiche dei mercati finanziari nel breve termine. Al contrario, le pressioni al rialzo dei tassi d’interesse (accelerazione della crescita, inflazione persistente o timori sulla sostenibilità di alcune traiettorie fiscali) non possono essere completamente ignorate. L’esplosione della guerra tra Stati Uniti e Iran potrebbe cambiare le carte in tavola, facendo precipitare l’economia globale nella stagflazione.

Attenzione ai rischi di coda

Di conseguenza, restiamo sostanzialmente neutrali e in modalità di attesa a livello di portafoglio, rimanendo investiti in modo costruttivo ma cautamente diversificato e bilanciato. Questo posizionamento riflette un approccio prudente a fronte di valutazioni complessivamente eccessive, della grande incertezza geopolitica e dei numerosi possibili effetti dei rischi coda. Questo dovrebbe contribuire a migliorare i rendimenti corretti per il rischio, attenuando gli inevitabili scossoni del mercato e le rotazioni settoriali, mantenendo una flessibilità sufficiente per adeguarsi ai cambiamenti. In questo contesto, abbiamo di recente implementato delle coperture tattiche anche nei portafogli con profili di rischio medio o elevato. Poiché la diversificazione e la selettività rimangono un elemento cardine della nostra attuale allocazione, stiamo avviando degli investimenti legati al comparto energetico, che potrebbero trarre vantaggio dall’aumento dei prezzi del petrolio nei prossimi mesi, dovuto all’escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Inoltre, rimaniamo selettivamente positivi anche su altri metalli, in considerazione della crescita economica resiliente, dell’offerta limitata e della domanda crescente legata al boom dell’AI, senza dimenticare la transizione energetica strutturale in corso.

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