MONDO – Individuare con precisione quanti siano i paradisi fiscali nel mondo è complesso, poiché le liste variano tra quelle ufficiali dell’OCSE e le “black list” dell’Unione Europea. Tuttavia, si stima che esistano circa 35 Paesi con le tasse più basse al mondo o regimi fiscali agevolati che attraggono capitali internazionali. Tra questi, spiccano 15 giurisdizioni a tassazione 0% sugli utili societari, vere e proprie roccaforti del risparmio fiscale. Parliamo di territori come le Isole Cayman, Bermuda, Bahamas, Anguilla e le Isole Vergini Britanniche, ma anche realtà europee come Guernsey, l’Isola di Man e Jersey. Queste nazioni, spesso piccoli Stati insulari, non applicano imposte dirette sul reddito o sulle plusvalenze, rendendole mete privilegiate per le multinazionali che mirano a ridurre drasticamente il carico fiscale globale, pur finendo frequentemente sotto la lente dei regolatori internazionali.
Quanti sono i paradisi fiscali nel mondo?
Oltre ai paradisi “classici” a imposta zero, esiste una seconda fascia di Paesi che, pur prevedendo una tassazione, mantengono aliquote estremamente competitive. In Europa, nazioni come l’Ungheria (9%), il Montenegro (9%), la Bulgaria (10%) e l’Andorra (10%) rappresentano alternative legali per chi cerca una pressione fiscale ridotta senza uscire dai radar della trasparenza internazionale. Anche giganti economici come gli Emirati Arabi Uniti hanno introdotto tassazioni minime, pur mantenendo zone franche a aliquota zero. La scelta di queste giurisdizioni non dipende solo dalle percentuali, ma anche dalla solidità bancaria e dalla facilità di gestione burocratica. Resta fondamentale distinguere tra pianificazione fiscale e pratiche non cooperative: molte di queste località rimangono inserite nelle liste nere UE proprio per la mancanza di scambio di informazioni o per l’assenza di una reale attività economica sottostante ai profitti dichiarati.












