MONDO – L’inizio del 2026 segna un punto di svolta storico per gli equilibri geopolitici: l’India ha ufficialmente superato il Giappone, diventando la quarta potenza economica mondiale. Con un Prodotto Interno Lordo che ha raggiunto i 4.180 miliardi di dollari, il Paese più popoloso del pianeta conferma un’espansione senza sosta, sostenuta da un tasso di crescita del PIL reale dell’8,2%. Questo traguardo, che attende la validazione definitiva del Fondo Monetario Internazionale, non è che una tappa intermedia: le proiezioni indicano che Nuova Delhi potrebbe spodestare la Germania dal terzo gradino del podio entro i prossimi tre anni, puntando a un Pil di 7,3 trilioni di dollari entro il 2030. A trainare questa volata sono le esportazioni di prodotti ingegneristici, elettronici e farmaceutici, che continuano a salire nonostante le complessità del commercio internazionale e i dazi, consolidando il ruolo dell’India come motore trainante dell’economia asiatica e globale.
Crescita del PIL e nuove potenze mondiali: l’ascesa di Nuova Delhi nel 2026
Il successo indiano affonda le radici in un contesto geopolitico favorevole e in riforme strutturali mirate. Le tensioni tra Stati Uniti e Cina hanno spinto molte multinazionali a riorganizzare le catene del valore, identificando in Nuova Delhi l’hub alternativo ideale per investimenti e produzione manifatturiera avanzata. Grazie a una popolazione giovane, una rapida urbanizzazione e incentivi governativi pro-business, l’India attira flussi massicci di investimenti diretti esteri (IDE), posizionandosi come snodo chiave per il prossimo decennio. Sebbene Stati Uniti e Cina rimangano distanti in termini di dimensioni assolute, la resilienza del mercato interno indiano e la capacità di scalare settori tecnologici ad alto valore aggiunto suggeriscono che la rincorsa ai vertici sia ormai inarrestabile. Il Paese non è più solo una promessa del futuro, ma una realtà consolidata che sta ridisegnando la gerarchia del benessere e del potere economico mondiale.












