FOCUS – Ogni anno, l’attenzione delle potenze globali si sposta tra le vette delle Alpi svizzere, dove il World Economic Forum (WEF) trasforma Davos nell’ombelico del mondo. Questa località è stata scelta sin dagli anni ’70 per la sua capacità unica di offrire un ambiente isolato e discreto, perfetto per ospitare l’élite economica e politica in un contesto di massima sicurezza e riservatezza. A differenza delle grandi metropoli, Davos garantisce una cornice di prestigio e isolamento che facilita discussioni delicate lontano dai riflettori indiscreti. La tradizione, consolidata sin dai tempi dell’European Management Forum, ha reso questa stazione sciistica di lusso il simbolo del dialogo internazionale, dove le infrastrutture d’eccellenza permettono di gestire la complessa logistica che l’arrivo di migliaia di VIP, CEO e capi di Stato richiede per definire le strategie del futuro.
Ecco perché i leader mondiali si riuniscono in Svizzera
Oltre ai dibattiti pubblici sulle sfide del clima e della tecnologia, ciò che rende Davos fondamentale sono gli incontri informali e i legami transnazionali che si creano tra i corridoi. La storia insegna che proprio qui sono nate intese cruciali, come la storica Dichiarazione di Davos del 1988 che allentò le tensioni tra Grecia e Turchia, o i delicati dialoghi per la pace in Medio Oriente. Il Forum funge da laboratorio per iniziative ambiziose, come il celebre “Grande Reset”, volto a ridisegnare un’economia globale più resiliente e sostenibile nel post-pandemia. In questo scenario unico, il confronto tra accademici, leader della società civile e vertici aziendali permette di abbattere le barriere formali, trasformando una semplice vacanza in montagna in una piattaforma decisionale capace di influenzare gli equilibri geopolitici e il benessere del pianeta.












