Mercati oggi, Asia in rialzo ed Europa parte forte mentre Hormuz resta un’incognita

LUGANO - I mercati puntano a nuovi record. I mercati asiatici chiudono in rialzo con Shanghai Composite a 3.940,037 (+1,02%) (09:50), Shanghai A a...

Europa in rialzo mentre Trump punta a coordinarsi con Warsh (Fed), cresce l’attesa sullo Stretto di Hormuz

MILANO - L’Europa resta positiva con Euro STOXX a 6.511,03 (+0,53%) (15:08), CAC 40 a 8.729,16 (+0,69%) (15:08) e DAX stabile a 26.126,60 (15:07)....
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venerdì 7 Agosto 2026
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Iran e Oman avanzano sull’intesa per Hormuz mentre Trump attacca Hegseth sui missili

WASHINGTON D.C. -  L’Iran avanza sull’intesa tecnica con l’Oman per i nuovi corridoi di navigazione nello Stretto di Hormuz, ma la firma politica non...

Borse oggi: Asia divisa tra rally cinese e crollo del Kospi

SEOUL - Le borse oggi mostrano un quadro asiatico frammentato: l’Australia apre in verde con l’ASX 200 a +0,47% (08:56), mentre il Nikkei scivola...

Borse oggi: oro in rally, Asia in forte espansione e commodity in movimento

LUGANO - Le borse oggi mostrano un quadro macro solido, con l’oro che guida i flussi globali: Gold Spot U.S. 4.164,23 (+2,11%) (09:33) e...

Indici Usa in scia a Europa e Asia: borse in rally, SMI e Nasdaq guidano i rialzi

NEW YORK - Gli indici Usa accelerano mentre Europa e Asia restano in verde: Dow Jones 54.044,58 (+1,63% alle 17:44), S&P 500 7.702,80 (+1,35%...
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Dal Venezuela al Pacifico: la nuova dottrina della guerra alla droga

MONDO  – Il recente attacco letale condotto dalle forze armate statunitensi nel Pacifico orientale contro un’imbarcazione sospettata di narcotraffico segna un punto di non ritorno nella strategia di Washington. Non si tratta più di una semplice operazione di polizia internazionale, ma di una vera e propria azione bellica di interdizione. Dopo la cattura di Nicolás Maduro il 3 gennaio 2026, il Comando Sud ha trasformato il contrasto ai cartelli in una dimostrazione di forza egemonica. L’uso di tattiche militari, come il “secondo colpo” per neutralizzare i bersagli in acque internazionali, sposta il confine della legalità verso una zona grigia dove il rischio di vittime civili e la violazione delle procedure ordinarie diventano sistematici. Questa escalation trasforma la lotta agli stupefacenti in uno strumento per ridisegnare i rapporti di forza regionali, imponendo un controllo serrato sulle rotte marittime che va oltre il semplice sequestro di carichi illegali.

Tra interdizione militare e geopolitica: l’offensiva USA e il Venezuela

Sotto il velo della sicurezza, la partita si sposta sul piano geoeconomico, intrecciandosi con il destino energetico del Venezuela. Mentre le navi americane pattugliano il Pacifico, a Caracas si discute una riforma petrolifera che punta ad allentare il controllo statale in favore di capitali stranieri: un segnale di resa sotto la pressione di sanzioni e isolamento. La “guerra alla droga” diventa così una leva per influenzare la produzione di greggio e la sovranità regolatoria del Paese. Se da un lato l’interdizione armata può produrre risultati tattici immediati, dall’altro alimenta una narrazione di “guerra senza processo” che rischia di generare forti frizioni diplomatiche. Il pericolo per gli Stati Uniti è che questa postura aggressiva, percepita come una guerra letale e poco trasparente, si trasformi in un boomerang politico, spingendo le nazioni latinoamericane a cercare margini di autonomia o alleanze alternative per sfuggire alla morsa di Washington.

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