LUGANO – Oro, pausa dopo la corsa: il metallo prezioso è sceso sotto i 4.700 dollari l’oncia, attestandosi intorno a 4.613 dollari, dopo i massimi storici di inizio anno. Nonostante la correzione, il bilancio resta eccezionale: negli ultimi dodici mesi il rally supera il 43%, battendo nettamente lo S&P 500 e confermando il ruolo dell’oro come bene rifugio in un contesto di volatilità, tassi reali in calo e acquisti record da parte delle banche centrali. Le prospettive restano costruttive: secondo le principali case d’investimento, il prezzo potrebbe consolidare nel breve tra 4.500 e 4.800 dollari, con potenziale ritorno verso area 4.750-5.500 addirittura 6.000 entro fine 2026 se dovessero persistere incertezza geopolitica, debolezza del dollaro e domanda istituzionale sostenuta. Per gli investitori, eventuali flessioni potrebbero rappresentare opportunità di accumulo strategico.
















