MONDO – Nei primi mesi del 2026, Pechino ha avviato nuove e imponenti operazioni di dragaggio presso Antelope Reef, riaccendendo i riflettori sulle tensioni geopolitiche globali. Si tratta del primo grande progetto di espansione territoriale cinese nel Mar Cinese Meridionale dal 2017. Le immagini satellitari mostrano un ritmo di lavori serrato, suggerendo che questa nuova isola artificiale sia destinata a diventare la struttura più grande dell’arcipelago delle Paracelso, superando persino i record dimensionali precedentemente stabiliti nelle Spratly.
Dimensioni record e proiezione militare
Secondo i dati analizzati dal Center for Strategic and International Studies (CSIS), l’area recuperata sfiora i 1.490 acri. Questa estensione colossale permetterà alla Cina di sviluppare un polo strategico speculare a Mischief Reef, dotato di una pista di decollo da 9.000 piedi, moli navali e sistemi avanzati di difesa missilistica. L’intelligence documenta già la presenza di oltre cinquanta strutture temporanee e un’elisuperficie, chiaro preludio alla nascita di una base permanente e pesantemente armata.
L’impatto strategico sui confini regionali
La posizione geografica di Antelope Reef ne spiega l’assoluto valore strategico per il Dragone. Trovandosi a sole 162 miglia nautiche dall’isola di Hainan e a 216 miglia dalle coste del Vietnam, l’avamposto consentirà a Pechino di monitorare da vicino i rivali regionali. Come spesso evidenziato nei report di progetti giornalistici internazionali come Reuters, questa mossa punta a blindare il controllo marittimo cinese, aumentando la portata dei sensori radar e la proiezione aerea e navale in tutta l’area settentrionale del bacino.

















