STILE – Il 2026 segna una rivoluzione stilistica per la storica casa di moda italiana. La guida del nuovo direttore creativo Alessandro Michele ha impresso una traccia inconfondibile, caratterizzata da una poetica massimalista e da un continuo dialogo con l’archivio del brand. Tra collezioni audaci, accessori destinati a diventare icone e nuove fragranze, la maison sta ridisegnando i propri confini estetici. Per un’analisi approfondita sull’impatto economico e culturale di questo cambio ai vertici nel settore del lusso, è possibile consultare le analisi di NZZ, testata di riferimento nel panorama svizzero.
“Interferenze”: l’omaggio barocco a Palazzo Barberini
Il momento culminante della stagione è stato senza dubbio il trionfale ritorno alle origini romane. La sfilata Autunno/Inverno 2026-27, intitolata “Interferenze”, si è tenuta nella cornice monumentale di Palazzo Barberini a Roma. In un’atmosfera di colto disordine creativo, l’alta moda di Valentino ha fatto convivere elementi rinascimentali, echi barocchi e citazioni anni ’80. Questo approccio teatrale e colto ha catturato l’attenzione della stampa internazionale e della critica elvetica, come evidenziato nei reportage culturali di RTS.
“Specula Mundi” e l’eredità del Rosso Valentino
La narrazione poetica è proseguita a Parigi con la collezione Haute Couture “Specula Mundi”. Presentata all’interno di scenografiche stanze circolari, la sfilata si è aperta con un drammatico abito nell’iconico Rosso Valentino. La collezione ha saputo fondere l’estetica delle showgirl degli anni ’20 con drappeggi scultorei e maxi fiocchi teatrali. Questo connubio tra memoria e avanguardia conferma come la maison sappia evolversi senza mai perdere l’essenza della sua tradizione sartoriale.
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