SVIZZERA – Nel 2025 la gestione delle risorse forestali in Svizzera ha registrato una ripresa significativa. Secondo gli ultimi dati forniti dall’Ufficio federale di statistica (UST), la raccolta totale di legname ha raggiunto quasi 4,9 milioni di metri cubi, segnando un incremento dell’1,1% (+55.000 m³) rispetto all’anno precedente. Questo risultato interrompe la contrazione osservata nel biennio 2023-2024, confermando come la gestione boschiva stia rispondendo alle nuove esigenze di sostenibilità ed efficienza energetica promosse dalle recenti direttive europee ed internazionali.
Il sorpasso storico del legname per energia
La vera svolta strutturale riguarda la destinazione d’uso della materia prima. Il legname da opera e in tronchi ha registrato un lieve calo dello 0,1% (attestandosi a 2,2 milioni di m³), proseguendo un declino che dal 70% del 2003 lo porta oggi a quota 45%. Parallelamente, il legname per la produzione di energia è cresciuto fino a raggiungere storicamente il livello del legname in tronchi (45% del totale). Anche l’assortimento industriale ha subito una contrazione dello 0,7%, fermandosi a 0,5 milioni di metri cubi (10% della produzione totale).
Cippato e teleriscaldamento al centro della transizione
A guidare la transizione verso le biomasse è il legname in trucioli (cippato), che oggi copre da solo il 30% dell’intero prelievo forestale svizzero. La quota di legno destinato all’energia si è letteralmente raddoppiata nell’arco di vent’anni. Questo incremento è direttamente correlato al boom degli impianti di riscaldamento a biomasse e all’espansione delle reti di teleriscaldamento urbano. Secondo le analisi della Commissione Europea, l’impiego delle biomasse legnose rappresenta uno dei pilastri fondamentali per la decarbonizzazione dei sistemi termici.
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