SVIZZERA – Il quadro geopolitico continentale sta imponendo una profonda revisione delle strategie difensive strategiche. In questo contesto, l’esercito svizzero sta valutando con grande attenzione la possibilità di rimettere in funzione i propri storici complessi sotterranei. La decisione nasce direttamente dal progressivo peggioramento della situazione in materia di politica di sicurezza in Europa, un fattore che ha spinto le autorità militari a ridisegnare le priorità operative nazionali. Per approfondire i dettagli dell’iniziativa e seguire tutti gli aggiornamenti istituzionali, è possibile consultare il portale ufficiale del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS).
Le nuove esigenze di protezione e stoccaggio della Difesa
Negli ultimi mesi i requisiti relativi a resilienza, decentralizzazione e protezione della difesa nazionale sono cresciuti in modo esponenziale. Oltre alla presenza strategica sul territorio, si è manifestata un’urgente necessità di spazi idonei alla conservazione e alla tutela di beni fondamentali per la logistica militare. I bunker militari storici rappresentano infatti una risorsa preziosa per il deposito sicuro di munizioni, pezzi di ricambio, medicinali, merci pericolose e delicate apparecchiature elettroniche. Per comprendere la portata di questa rete di infrastrutture diffuse sul territorio elvetico, una risorsa d’analisi fondamentale è il portale d’informazione d’oltreconfine HOI.
Uno studio innovativo affidato ad Armasuisse
Per trasformare questa visione in una strategia concreta, l’Ufficio federale per l’armamento Armasuisse ha deciso di muoversi ufficialmente aprendo una gara d’appalto pubblica per un incarico di valutazione strutturato. Lo scopo primario dello studio sarà quello di individuare soluzioni innovative ed economicamente efficienti per riattivare gli impianti sotterranei ormai dismessi. Questa mossa mira a coniugare il riutilizzo intelligente delle strutture storiche del paese con il loro ammodernamento tecnologico, garantendo la massima sicurezza logistica all’esercito senza gravare eccessivamente sulle casse dello Stato.
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