SVIZZERA – Ecco una svolta nelle relazioni diplomatiche e giudiziarie tra Berna e Singapore. Il Consigliere federale Beat Jans e il Ministro della Giustizia singaporiano Edwin Tong hanno siglato un trattato bilaterale di assistenza giudiziaria in materia penale, volto a creare una cornice giuridica solida per il contrasto alla criminalità internazionale. Sebbene i due Stati collaborassero già sulla base delle rispettive leggi interne, questo accordo formalizza e semplifica le procedure di mutuo soccorso, riducendo gli ostacoli burocratici e accelerando i tempi di risposta tra le autorità inquirenti. L’obiettivo è chiaro: rendere la cooperazione più fluida e prevedibile, garantendo che le distanze geografiche non offrano più un riparo sicuro ai capitali illeciti.
Svizzera: lotta al riciclaggio e tutela dei diritti umani
L’accordo assume una rilevanza strategica fondamentale poiché unisce due dei principali centri finanziari mondiali nella lotta contro il riciclaggio di denaro e le truffe transfrontaliere. Tra le novità più significative, spicca la possibilità per Singapore di bloccare beni in via provvisoria su richiesta della magistratura svizzera, anche prima di una sentenza definitiva. Tuttavia, la Svizzera ha integrato nel trattato rigide clausole di salvaguardia: la cooperazione sarà negata qualora i procedimenti non rispettino la CEDU o prevedano la pena di morte e punizioni corporali. Il testo, che ora attende il via libera del Parlamento svizzero e l’eventuale referendum, subordina inoltre l’assistenza al rispetto del diritto nazionale, in particolare per quanto concerne i reati di natura fiscale.












