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Abolito il valore locativo con ampio margine, l’E-ID passa per un soffio

SVIZZERA – L’abolizione dell’imposta sul valore locativo ha trovato un solido consenso alle urne federali, approvata con un 57,7% dei voti a favore e la maggioranza dei cantoni (16,5). Questo risultato, pur non essendo mai stato in discussione durante lo scrutinio, ha superato le aspettative iniziali che prevedevano un esito ben più combattuto. La riforma introduce una nuova imposta immobiliare cantonale focalizzata sulle abitazioni secondarie, elemento cruciale per la sua entrata in vigore. Nonostante la vittoria netta a livello federale, si è manifestato un chiaro Röstigraben: i cantoni romandi (e Basilea Città) hanno respinto in massa la riforma (Ginevra al 66,1% di “no”), mentre la Svizzera tedesca ha espresso un sì convinto (Appenzello Interno al 75,1%). Sorprendentemente, l’opposizione che temeva la penalizzazione delle regioni turistiche non è stata confermata da un voto unanime in quelle aree: se il Vallese ha detto “no”, il Ticino e i Grigioni hanno invece sostenuto l’abolizione (rispettivamente con il 56,5% e il 67,1% di sì), indicando una frammentazione del consenso anche nelle regioni alpine.

Un sì solido, ma spaccato dal Röstigraben

Di tutt’altra natura l’esito sulla Legge sull’Id-e, il mezzo di identificazione elettronico statale, che ha avuto un esito al cardiopalma. Dopo una lunga incertezza, il “no” si è trasformato in un sì risicatissimo con appena il 50,4% dei voti a favore. A risultare decisivo è stato il voto del cantone di Zurigo, che ha fatto pendere l’ago della bilancia. Il “sì” segna una vittoria per una normativa che era stata bocciata sonoramente nel 2021 (oltre il 64% di “no”) a causa della prevista emissione da parte di imprese private. La nuova legge, su cui è stato lanciato un referendum, risolve questa criticità: l’E-ID sarà facoltativa, gratuita ed emessa unicamente dalla Confederazione, che ne gestirà l’infrastruttura e sarà la sola responsabile della sicurezza e della protezione della sfera privata. Questo strumento statale servirà a identificarsi per servizi online (come richiedere una patente o un estratto del casellario). L’accettazione è stata più netta nei cantoni urbani di lingua francese (Vaud, Basilea Città, Ginevra), mentre la bocciatura è stata più marcata nei cantoni della Svizzera centrale come Uri e Svitto.

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